Social Media Manager interno o esterno?

word-cloud-679938_960_720I social media spesso sembrano un compito che porta via tantissimo tempo, nella già affollatissima attività quotidiana, ma dobbiamo ammettere che i risultati che aggiungono al business sono importanti e per questo vale la pena dedicare parte dell’orario lavorativo all’aggiornamento di stato dei vari account e alla partecipazione alle conversazioni con fan e influenzatori.

La ricetta per avere successo è fatta di costanza, passione ed emozione da trasmettere in ogni intervento sui social media.

Come capire se riesci a realizzare un piano social media internamente o se è meglio affidare l’attività ad un social media manager esterno?

Proviamo a vedere i punti critici per arrivare alla diagnosi e alla cura

  • I tuoi post sono scritti in modo frettoloso?
    La mancanza di tempo nella redazione dei contenuti, purtroppo traspare sempre, e si riflette negli scarsi risultati ce si ottengono. Scrivere senza la dovuta cura, fa perdere in efficacia e capacità di convincere. E ‘di vitale importanza prendere tempo per analizzare le risposte ai contenuti pubblicati in precedenza, verificare di tanto in tanto le parole chiave migliori da segnalare con gli hashtag #, studiare le azioni della concorrenza.  È inoltre necessario esplorare le nuove opportunità che ci possono dare i social network scelti o i nuovi social che nascono di mese in mese.
  • I post non riescono mai ad essere aggiornati con le novità che l‘azienda comunica attraverso altri canali?
    I social network sono veloci, soprattutto Twitter. Se non si riesce a tenere il passo con le ultime novità e gli argomenti trend del momento, l’account avrà poca efficacia perché contenitore di contenuti poco rilevanti.
    Crearsi la propria rassegna stampa di contenuti interessanti e rilevanti per la propria attività è semplice grazie all’uso di liste in Twitter e di Google Alerts sul motore di ricerca, ed è molto utile per conoscere in tempo reale gli argomenti di cui si discute di giorno in giorno sui social e poter “far sentire” la propria opinione in merito.
  • I post sono scritti in modo “professionale” ma non “friendly”?
    I social sono creatività, fantasia, divertimento, tutti valori che devono trasparire dal “Tono” che viene usato nella redazione dei contenuti e delle conversazioni. Se non riuscite ad essere informali nello stile, e semplici nell’uso delle parole e delle immagini, può diventare un problema che si riflette sull’efficacia dei risultati.
  • Le domande ai post e ai messaggi diretti, rimangono senza risposta oltre le 12 ore?
    La dedizione è la chiave per i social media, si deve essere pronti a rispondere in qualsiasi momento, senza preavviso e in mezzo a tante altre cose che si stanno già facendo.
    Una recensione o un cattivo commento devono essere affrontate praticamente subito, prima che sfugga di mano l’effetto che possono provocare.
  • I singoli post non hanno una coerenza gli uni con gli altri?
    Per ottenere risultati, al contrario, è necessario avere ben chiaro in mente un piano di contenuti coerente a cui riferirsi per ogni nuova pubblicazione nella scelta dei contenuti, delle parole chiave, degli interlocutori da coinvolgere nella conversazione come interessati e facilitatori, ecc…
  • I post sono pubblicati nel fine settimana o in orario notturno?
    ricavare tempo per i social fuori dall’orario di lavoro, spesso è sintomo di passione e dedizione al lavoro e agli obiettivi, ma purtroppo significa poter contare su un pubblico minore per numero e attenzione ai contenuti. I tempi in cui fare una pubblicazione vanno infatti studiati con attenzione! Se non riuscite a lavorare sui social media durante l’attività quotidiana, scegliete di utilizzare uno strumento con cui pianificare l’orario di pubblicazione, come buffer.com o hootsuite
  • La misurazione dei risultati è sottovalutata sia nella creazione dei meccanismi di raccolta dei dati, sia nella valutazione?
    L’attività su social media, come tutte le altre attività di marketing, ha senso e ha il suo obiettivo nella creazione di nuove opportunità di contatto o fidelizzazione della clientela. Se non si misurano i risultati raggiunti, secondo questi parametri, sarà impossibile valutare se il tempo, il budget e gli sforzi investiti nel social media marketing siano stati fruttuosi?

La risposta alla domanda iniziale “Come capire se riuscite a realizzare un piano social media internamente o se è meglio affidare l’attività ad un social media manager esterno?” ora dovrebbe emergere spontanea.

Coinvolgere un social media manager dedicato significa avere chi si occupa di definire gli obiettivi, realizzare l’attività, misurare i risultati e fornire le informazioni per le valutazioni sui risultati, che comunque certamente arriveranno!

Cosa ne pensi? che esperienza hai di questo argomento?

Storytelling e Content Marketing aziendale

storytellingLo storytelling è l’approccio di content marketing che consente alle aziende di promuovere i propri contenuti attraverso un racconto emotivo e capace di suscitare curiosità, invece di fare la solita pubblicità razionale basata sui benefici dei prodotti.

Lo storytelling è un importante strumento che consente a chi comunica online di creare contenuti interessanti e capaci di coinvolgere il lettore tanto da portare all’interazione.

Basterà guardare con attenzione le principali pubblicità in TV o sul web e sarà facile trovare tanti esempi dalla “storia” di Giovanni Rana, alle community della “Tim” oggi animate da PIF a tantissimi altri esempi di aziende anche più piccole e impegnate nel settore della vendita business to business.

 

Quando le storie vengono narrate in modo efficace e pianificato, diventano il modo attraverso cui il marchio di una azienda diventa riconoscibile sul mercato, guadagnando visibilità e distinzione dalla concorrenza, legando in modo forte i propri clienti.

La notorietà e la community solida che si è creata intorno al marchio MammaNatura, realtà italiana impegnata nella produzione e vendita di prodotti naturali sfusi, nascono proprio dal racconto fatto fin dalle origini del marchio della storia dei due fondatori e dalla loro ricerca personale di un modo sostenibile per produrre e consumare alimenti e cosmetici di qualità.

 

Che cosa è Storytelling?

Il cervello umano è particolarmente sensibile alle storie e ai ritmi della narrazione che permette di collegarsi e immedesimarsi in ciò che si legge o si ascolta, di connettersi ad esso.

La narrazione è fonte di ispirazione e le persone ispirate sono molto più inclini a impegnarsi, a farsi coinvolgere, a condividere e a restare fedeli ad un marchio.

Lo Storytelling in un contesto di marketing è essenzialmente l’atto di portare un prodotto a diventare più umano e caratterialmente connotato, quindi più memorabile per i suoi clienti.

 

Lo Storytelling applicato al content marketing di una azienda serve a raccontare il prodotto non da un lato oggettivo, bensì attraverso aspetti emozionali ad esempio dei benefici e dell’impatto anche emotivo che ha avuto sui clienti che lo hanno già scelto. Narrare il prodotto partendo o dall’origine che esso ha avuto, come è stato pensato, ideato, progettato, oppure attraverso l’uso e i commenti di chi già lo utilizza.

L’esperienza servirà come meccanismo di immedesimazione per i lettori che certamente riconosceranno a livello emotivo quanto descritto e raccontato.

Come realizzare un buon storytelling nel content marketing aziendale?

  1. Non utilizzare il gergo di settore:

Il racconto deve utilizzare un linguaggio semplice, come quello delle storie, capace di parlare direttamente all’emozione delle persone, senza fare appello a terminologie di mestiere e razionali.

Lo Storytelling è impreciso, ma evocativo, non convenzionale ma legato alla vita e alla esperienza quotidiana di chi legge.

Lo Storytelling non usa iperboli o metafore, ma dipinge situazioni attraverso descrizioni semplici.

Lo Strytelling usato da Afolki, azienda produttrice di prodotti di artigianato berbero per l’interior design, racconta della nascita di ogni singolo prodotto e del legame ancora stretto con la tradizione artigianale berbera che affonda le radici in una storia millenaria. I viaggi e la vita dei popoli nomadi del deserto diventano famigliari ai clienti Afolki tanto da essere vivi nel sogno di in ogni tappeto e di ogni complemento di arredo.

  1. Essere coerenti:

la storia, una volta iniziata, deve essere proseguita e fatta evolvere. Il marchio o il prodotto deve potersi rispecchiare in essa per un tempo lungo, per lasciare al lettore il tempo di abituarsi e riconoscerlo.

Lo Storytelling deve pianificare una storia che possa durare e avere uno sviluppo lungo tutta la campagna promozionale e attraverso tutti i media per la diffusione della stessa.

  1. Cercare di educare:

Lo Storytelling, come l’arte della narrazione, dovrebbe sempre avere anche un intento formativo. In ambito aziendale deve trasmettere al lettore in modo semplice cosa l’azienda faccia, come lo faccia e come un prodotto possa migliorare la vita e il lavoro di chi lo utilizza, ecc… I clienti amano sapere le origini e la storia dei loro brand preferiti, è come imparare a conoscere un nuovo amico, grazie al racconto della sua vita e delle scelte fatte.

  1. Rendere memorabile e personale

Quando si utilizza la narrazione per promuovere un marchio, il marketing può giocare anche con la creazione di un personaggio guida che accompagni tutta la narrazione, o può usare il logo dell’azienda (se si presta) per renderlo animato e presente in modo memorabile in tutta la parte visiva della campagna.

  1. Costruire il personaggio dell’azienda

L’esito della narrazione è la costruzione dell’immagine nuova di un brand o di un prodotto, che deve essere rispecchiata in ogni aspetto dello stesso: dal packaging, alla presentazione, alla presenza sugli scaffali di vendita.

La riconoscibilità genera fedeltà nel cliente, ma anche maggiore propensione alla condivisione dei contenuti sui social network e nel passaparola.

Cosa ne dici…scriviamo insieme la storia della tua azienda? Contatti

Social Media 2016: inizia con i podcast per rendere più originale il tuo blog e i social media

podcast_socialmediaIl 2016 può essere il momento giusto per iniziare a creare degli articoli in formato podcast, ed essere così più efficaci e rapidi nella realizzazione di nuovi contenuti.

Le statistiche dicono che il 17 % dei lettori è interessato ad ascoltare podcast, preferendoli ai post scritti, ma solo il 3 % dei marketers utilizza i podcast per raggiungere potenziali clienti.

I podcast quindi possono essere un fattore per differenziarsi dalla concorrenza e andare incontro alle esigenze del proprio target. Inoltre, sono molto facili da realizzare: basta l’idea, uno schema scritto per non perdere il filo, e il microfono del computer che saprà catturare la vostra voce.

I contenuti del podcast devono essere pianificati, esattamente come accade per i post scritti, e deve avere una struttura ordinata:

  • titolo
  • apertura che rappresenti il sommario e la promessa del contenuto successivo
  • call to action, cioè invito ad una azione successiva
  • conclusione e modalità di contatto

 

Social Media: google+


google_hangout5 ottimi motivi per usare G+ per il business:

# 1: Rendere più interessanti e vive le conference call e le videochiamate
Essere collegati con dipendenti di altre sedi, fornitori, partner, rivenditori, clienti è una esigenza importante? I meeting via video con Google + rendono le conference call più coinvolgenti e produttive. Qualità audio e video ottimali, Google + consente meeting virtuali fino a 10 partecipanti connessi. La qualità del lavoro con Google + aumenterà l’impegno di tutti nel corso della riunione, come sarà possibile constatare anche osservando le espressioni e i gesti dei partecipanti.
Un’ottima idea per: riunioni settimanali, avvio di progetti, attività di channel marketing, sessioni di brainstorming e …. lascio a voi completare l’elenco delle possibilità di uso di G+.

# 2: Organizzare Webinar efficaci
Pronti a presentare un webinar per il pubblico, senza i costi delle pesanti piattaforme webinar? Provate con Google+ Hangout in diretta. Il presentatore può essere inquadrato con la webcam del computer, condividere lo schermo e registrare la sessione live per la pubblicazione immediata senza limiti su YouTube. I partecipanti potranno commentare a voce o per scritto e fare domande.
# 3: Ospitare una sessione Question & Answer
Volete trasformare i webinar in una opportunità per interagire con il pubblico? Organizzate per il vostro pubblico sessioni Q & A con i responsabili dell’azienda. Si può avere un esperto o un gruppo di esperti (fino a 10) per rispondere alle domande dei partecipanti, proposte attraverso lo strumento chat di testo.
# 4: Migliorare la fase di Recruitment
State selezionando candidati per una posizione di lavoro? Non basta pubblicare un annuncio di lavoro. E’ necessario fare un buon screening. Per questo motivo poter vedere i candidati prima dell’incontro di persona, consente di crearsi in anticipo un profilo degli aspiranti.
Riduzione dei tempi di selezione, condivisione delle scelte e risparmio nei costi di spostamento sono assicurati.

# 5: Lanciare nuovi prodotti
State cercando un modo perché il lancio di un nuovo prodotto sia memorabile e volete che il momento del “reveal” sia immortalato? Usare Google+ Hangout in diretta per ospitare un lancio del prodotto live è un ottimo modo per entusiasmare i potenziali clienti e registrarne il loro interesse spontaneo.

Manuale di Content Marketing

success_marketingIl Content Marketing è l’opposto di pubblicità perchè attraverso la redazione di testi e la scelta di immagini e video coinvolge i consumatori portandoli a compiere una azione successiva per approfondire o avere maggiori informazioni.

Il Content marketing non richiede un budget specifico, ma il tempo e l’attitudine a trasformare le informazioni aziendali in contenuti adatti ad essere diffusi al pubblico interessato.

Oggi vogliamo segnalarvi questo manuale di Content Marketing gratuito disponibile sul sito www.contenthub.it. Scarica il pdf 

Misurare i risultati del Content Marketing

social-content-survey (1)Una scioccante percentuale del 44% dei marketers utilizza solo le metriche di base per misurare i risultati delle attività di marketing online come il numero dei clic e i download. Un altro 33% dei marketer è nella fase di implementazione dei processi di misurazione ma non è ancora operativo.

Che situazione triste! Come Marketers, fa parte del nostro lavoro l’intero ciclo di controllo di una attività di promozione: dalla creazione alla produzione, fino alla misurazione dei risultati.
Il team marketing deve saper allineare i risultati con gli obiettivi aziendali, altrimenti le attività promozionali hanno scarso significato.

In particolare ci sono alcuni elementi utili da misurare e controllare che vi vogliamo ricordare:

La frequenza di rimbalzo, il tempo speso sul sito e il tempo medio di fine lettura
Quanto un lettore passa su un sito ne indica l’interesse e il desiderio di saperne di più. E’ importante quindi

  • tenere basso il valore della frequenza di rimbalzo (attirare solo lettori effettivamente in Target)
  • alzare il tempo di permanenza sul sito, per dare la chance di leggere contenuti rilevanti (creare percorsi di navigazione coerenti e semplici). Il 73% dei marketers non monitorare quanto tempo gli utenti trascorrono sul loro contenuto
  • controllare il tempo medio di fine lettura (scrivere e pubblicare contenuti che non necessitino di un tempo eccessivo per essere terminati)

Longevità dei contenuti
Creare nuovi contenuti costa tempo e denaro. Cercate di capire se i contenuti più vecchi continuano a raccogliere i risultati, questo consente di poterli riutilizzare periodicamente e accorciare il processo di creazione di nuovi contenuti.
I valori che indicano la longevità sono ad esempio: il numero di iscrizioni pagina di destinazione per leggere o scaricare il contenuto, il numero delle visualizzazioni di un video, ecc…

Numero di lettori di ritorno
Uno degli obiettivi del content marketing dovrebbe essere quello di costruire un pubblico stabile di lettori e iscritti attraverso contenuti e relazioni di alta qualità.

Numero dei contributi
Se il content marketing è fatto per coinvolgere e attrarre i lettori, una delle metriche principali è la misurazione della capacità di generare interazioni e commenti sui contenuti pubblicati.
Si sa non è facile, non si cercano risultati impossibili, ma “like”, condivisioni e qualche commento sono davvero importanti da suscitare! Nel caso di siti e-commerce, queste interazioni si misurano in termine di recensioni online. il 79% dei clienti ha fiducia nelle recensioni online tanto quanto nelle raccomandazioni personali.

Riduzione dei tempi di acquisto
Il content marketing rende più facile vendere ai clienti e accorcia i tempi di scelta e decisione, fornendo i contenuti e le informazioni utili.

Lead (contatti commerciali) per parola chiave
Il posizionamento organico per parola chiave quanto porta? Tantissimo, per questo è necessario conoscere sempre quali parole generino già traffico qualificato e su quali invece ancora lavorare con il content marketing. Attenzione che si tratta di una situazione fluida e dinamica, sempre da controllare.

Così, ora che sapete che cosa misurare, provate a migliorare i risultati nei vostri sforzi di content marketing. Avete domande? Lasciateci un commento o scriveteci

Essere sempre online conviene? Riflessione per aziende e PERSONE

IOTBuona giornata!

Oggi desidero condividere con voi questo lucido e interessante post dal titolo

Sempre online, sempre in un “Non Luogo”

https://mcc43.wordpress.com/2015/10/14/sempre-online-sempre-in-un-non-luogo/

Lo trovo molto interessante da un punto di vista generale, sulla disabitudine ad essere social analogici, cioè a guardarsi in viso, a parlarsi senza intermediazione di un microfono.

Ma lo trovo ancor più interessante per chi come me lavora anche grazie ad una costante connessione online per se e per i propri clienti.

E’ vero, è una modalità che intossica e che combatte la capacità di approfondire gli argomenti. Non è solo un problema di distrazione, ma una vera e propria incapacità a portare avanti ragionamenti complessi, a perdersi nei propri pensieri senza limiti di tempo, velocità di banda o numero di caratteri. Semplicemente perdersi in se stessi e creare, ricordare, rielaborare, correggere e modificare.

Buona lettura, sono certa che apprezzerete!

Sempre online, sempre in un “Non Luogo”

5 motivi per mantenere le attività di marketing digitale all’interno

webwritingAbbiamo visto in precedenza le motivazioni per cui si dovrebbe decidere di scegliere una agenzia di marketing che realizzi in outsourcing le attività di marketing online.

Ci sono però altre valutazioni che suggeriscono di tenere all’interno dell’azienda la creazione e gestione di attività di Content Marketing digitale.

Vediamo quali

Le Agenzie sono troppo grandi e “distanti”
Tanti clienti, tante attività e strutture pesanti finiscono per rendere lente le agenzie a reagire alle richieste dei clienti o essere distratti e quindi poco propositivi. Velocità e concentrazione sono caratteristiche proprie di un team di marketing interno.

Creatività e cambiamento
Le agenzie di marketing, quando seguono da tempo un cliente tendono ad ascoltare con meno attenzione i briefing e a riproporre lo stesso tipo di attività e di creatività. Questo è frustrante, soprattutto quando le aziende internamente sentono forte l’esigenza di cambiamento.

Presenza costante
La comunicazione digitale sui canali social, è molto diversa da qualsiasi altro tipo di comunicazione offline e online. Necessita una presenza costante, di un follow up immediato a domande, commenti e richieste. Gestire questa presenza e continuità è molto più con un team interno che delegarla a terzi.

Analisi dei dati
Le campagne digitali offrono moltissimi dati da valutare per migliorare le campagne successive e per generare nuovi contatti commerciali.
Solo internamente si possono valutare al meglio i dati, le agenzie si limitano a macro valutazioni senza saper cogliere le sfumature e i dettagli.

Consistenza dei Contenuti
Parlare di un argomento quando si è davvero coinvolti serve ad essere molto convincenti, per quanti briefing potrai fare, nessun account di agenzia saprà mai essere padrone della materia tanto da essere più convincenti di quanto sei tu.

Ora avete il quadro completo della situazione. Cosa ne pensate? Quale scelta vi convince di più per la vostra realtà aziendale?

ContentHUB: scopri tutto sul Content Marketing e come realizzare campagne di successo online

CH_ico_201639Marketing presenta il nuovo progetto realizzato con Simmat, ContentHUB, il portale del content marketing in italiano.

Scrivere è un mestiere  difficile: arrivare al punto e al cuore emozionale delle persone, coinvolgerle, attrarle, conquistarle è un’opera che richiede costanza, creatività e tanto, ma davvero molto, ascolto. In questo hub incubiamo e diffondiamo tutto quello che ti serve per ideare, scrivere, disegnare, filmare, promuovere, monitorare contenuti originali di qualità e valore.

Segui su ContentHUB le esperienze, le idee, i suggerimenti e la formazione sul content marketing di successo

Collegati subito http://www.contenthub.it/

5 motivi per dare in outsourcing le attività di Digital Content Marketing

webcopywriting2Vogliamo mettervi qualche dubbio per stimolare la vostra riflessione se sia meglio per voi e la vostra azienda tenere all’interno le attività di content marketing o se sia più utile farle gestire esternamente da una agenzia di marketing online.

Iniziamo da alcune considerazioni a favore della esternalizzazione delle attività di marketing digitale ad una agenzia esterna.

Il mondo digitale è in continua evoluzione, le attività di marketing online capaci di generare risultati efficaci cambiano di mese in mese, i lettori sono sempre più preparati e selettivi sui contenuti che vogliono leggere.
Competere per il successo di visibilità e di risultati online è sempre più feroce.
Inoltre, la diffusione dei dispositivi mobili e la disponibilità di rete mobile permettono alle persone di accedere alle informazioni quando e dove vogliono, sono fenomeni che incidono moltissimo sul successo delle campagne marketing digitali.

Si sa che, in tutte le attività,  per ottenere risultati positivi, è necessario mettere in campo sempre talento, risorse e tempo.
Questi sono esattamente i pilastri su cui si basa la teoria secondo cui sia meglio delegare all’esterno le attività di content marketing digitale per avere un miglior ritorno sull’investimento.

Lavoro di squadra
L’agenzia offre un team di esperti a disposizione per realizzare i vostri obiettivi di marketing digitale, professionisti che sanno come ottenere risultati.
Competenza creativa e tecnica per guidare il potenziale target a diventare clienti della vostra azienda.
L’agenzia di marketing digitale porta il talento e le conoscenze tecniche che talvolta all’interno dell’azienda mancano.

Esecuzione
Una agenzia di marketing digitale ha esperienza dalla creazione, alla produzione, alla diffusione delle campagne marketing. Uno sguardo unico per essere efficaci in ogni passaggio del processo.

Autonomia
Quando si incarica una agenzia di marketing digitale, si assumono professionisti che sanno come gestire la vostra campagna, sfruttare i tempi e le risorse giuste. E’ possibile delegare, senza bisogno di controllare in modo continuo, e concentrarsi sugli aspetti della attività commerciale.
L’agenzia partner in sintonia con voi dirigerà le campagne di Inbound Marketing e genererà nuove opportunità di vendita.

Esperienza e training continuo
Le agenzie di marketing digitale hanno stabilito reti e collaborazioni con professionisti e specialisti per avere tutte le competenze “a bordo”. Inoltre, essendo immersi nelle dinamiche digitali sono sempre aggiornate sulle metodiche di maggior successo.

Gli strumenti giusti
Gestire una campagna marketing necessita di strumenti aggiornati, sia per la produzione che per la diffusione dei messaggi. Inoltre, anche la misurazione dei moltissimi dati che si possono ricavare grazie al marketing online devono poter essere controllati e utilizzati. Le agenzie di marketing digitale hanno la possibilità di offrire ai clienti l’uso degli strumenti più adatti.

E voi cosa ne dite? A domani per l’altra faccia della medaglia: i vantaggi del content marketing digitale gestito internamente

Social Business ovvero l’arte di vendere online

socialmedia_agencyI Social Media sono strumenti di vendita?

Con Facebook, Twitter, Instagram e Linkedin si può vendere di più? anche senza le campagne pubblicitarie? Certamente si se attraverso un piano di content marketing si propongono informazioni originali e coerenti!

Vediamo 3 casi tipici di social media e vendite

# 1: vendere prodotti o servizi attraverso i social media

La natura istantanea dei social media è l’ideale per supportare le vendite. Non c’è da meravigliarsi se i social network siano diventati in breve tempo canali di marketing in piena regola e vetrine di innumerevoli negozi online.
Coloro che utilizzano l’ approccio di vendita online, grazie ai social media, sanno di avere a disposizione molte leve per far comprare i propri prodotti o servizi.
Sconti, coupon, offerte a tempo limitato, offerte lampo, black friday, versioni prova, campioni omaggio: tutto è molto semplice da realizzare e da comunicare.
Essenziale è predisporre ogni singola campagna, potendone misurare i risultati diretti sul fatturato.
Adottare un approccio di vendita basato sui social è un metodo semplice e diretto, focalizzato su quegli utenti che stanno già cercando e sono pronti a comprare una soluzione come quella che siamo in grado di proporre loro.
L’aspetto da evitare in questa modalità operativa è esagerare nei contenuti di vendita e promozionali veicolati attraverso i social. Il Content Marketing deve realizzare una proposta commerciale capace di non essere invadente. I potenziali clienti non devono sentirsi usati.

La regola del 70-20-10 è sempre una buona bussola per il content marketing. 70 per cento del contenuto informazioni originali, importanti e rilevanti per i fan; Il 20 per cento contenuto che proviene da altre fonti e il 10 per cento messaggio promozionale.

# 2: Diventare leader di mercato attraverso i social media 

L’approccio più tipico dei social media stessi è essere risorsa e fonte di informazioni o opinioni. I professionisti del content marketing riconoscono i social media come canali per veicolare informazioni interessanti ai fan.
Questa tattica necessita di contenuti che comprendano suggerimenti, consigli e link ad articoli e risorse interessanti o rilevanti per offrire le informazioni che il pubblico desidera e ricerca sui Motori di ricerca come Google.
Si costruisce in questo modo un centro di informazioni e di risorse autorevoli, leader di settore, incrementando di riflesso la reputazione e l’autorevolezza dell’azienda nel proprio mercato di riferimento.
Vendere per referenza e per prestigio diventa così immediato.

# 3: Offrire Customer care attraverso i social media

Tutte le aziende vogliono dare ai propri clienti la migliore esperienza possibile di uso del prodotto o del servizio. Fornire supporto e ascolto sui social media diventa parte integrante di questa strategia di customer care. Il modo migliore per mantenere i clienti acquisiti, ma soprattutto, grazie alla fiducia e alla stima conquistata proporre prodotti correlati (cross selling).

Con i social media si ha l’opportunità di fornire un servizio clienti rapidissimo, efficientissimo e senza interruzioni. Questo tipo di risposta rapida immediatamente innalza la soddisfazione dei clienti.

Usare i Social Media come servizio post vendita è una pratica ancora poco usata, ma molto efficace. Provare per credere. 🙂

E voi? usate già i Social Media per vendere di più?

E-mail Marketing: 10 tappe verso il successo

success_marketingPartiamo dall’inizio:

Che cos’è l’Email Marketing?
L’email marketing è uno degli strumenti più potenti a disposizione del marketing digitale per: comunicare, promuovere, qualificare, generare nuovi contatti commerciali a costi ridotti e risultati altamente misurabili e utilizzabili per la vendita.

Inviando un semplice messaggio di posta elettronica infatti si potrà:

  • comunicare e promuovere le novità
  • mantenere la relazione con i clienti acquisiti
  • conquistare nuovi contatti commerciali
  • in base al link cliccati, profilare e categorizzare meglio i destinatari del proprio database
  • incrementare la lista del proprio database

Purtroppo molti spammer hanno abusato di email marketing. Come risultato, le persone sono molto più difficili da raggiungere, e da coinvolgere, però i client di posta elettronica hanno fatto un gran lavoro per di cattura e bloccare lo spam. In questo coloro che inviano messaggi marketing via mail ora sono costretti ad essere molto più creativi ma professionali nella costruzione delle comunicazioni. Vediamo come.

10 tappe verso il successo nell’e-mail marketing.

1. Selezionare un fornitore per l’invio di Email Marketing professionale, al riparo dei filtri antispam.
Mai inviare messaggi attraverso il sistema di posta elettronica aziendale, non si avrebbe il controllo dei risultati, né la garanzia del recapito. Sul mercato esistono dei programmi (con accesso via internet) molto semplici da usare ma tecnicamente estremamente efficaci. Due per tutti:

  • MailUp – a pagamento, italiano, fortemente garantista in materia di “legge sulla privacy”
  • MailChimp – gratuito, in inglese (USA)

2. Ripulire il database esistente.
Contatti registrati dal sito, negli eventi, clienti dormienti, clienti attivi, contatti della forza vendite, rivenditori e partner commerciali, fornitori, ecc… Quante liste avete in azienda? quanti formati?
E’ il momento di fare ordine nei dati e di creare liste da usare per l’e-mail marketing.
Avete liste vecchie? niente paura, prima di spendere in operazioni costose di telemarketing, iniziate a recuperare informazioni di dettaglio grazie all’e-mail marketing.
Sarà sufficiente preparare liste in formato excel o CSV per poterle caricare nei sistemi di invio.

3. Create opportunità di incremento delle liste (di opt-in).

  • Posizionare un semplice form di iscrizione newsletter in ogni pagina del sito web
  • Aggiungere un link nella firma e-mail del personale aziendale
  • Aggiungere un campo nei moduli di richiesta per l’iscrizione alla newsletter
  • Aggiungere un link in ogni comunicazione inviata dall’azienda

4. Mantenere i contatti organizzati.
Uno degli elementi più comunemente trascurati nell’ e-mail marketing è la segmentazione dei contatti.
Parlando di marketing diretto, è necessario avere i nominativi categorizzati almeno in base a macro gruppi. Qui ci sono alcuni segmenti che nelle vostre liste non dovrebbero mancare:

  • Posizione Geografica
  • Industria – mercato di attività
  • Fonte del contatto
  • Cliente o Potenziale cliente

5) Non esagerare con il design complesso del messaggio.
Come per molte attività nel marketing: più semplice significa più efficace. Mantenere il design del tuo e-mail marketing molto semplice incrementerà le letture e i click. Ricordate di progettare e verificare la leggibilità del messaggio da Computer, tablet e smartphone!

  • Utilizzare più il testo che le immagini (80% del testo, il 20% le immagini consigliato)
  • Includere una call to action, un passo successivo,  presentandolo sia come link che come pulsante azione
  • Utilizzare gli elementi grafici per aiutare i destinatari a concentrarsi sulle parti più importanti del messaggio

7. Investire attenzione e tempo nella realizzazione di testi efficaci.
Titolo, testi, link devono essere pensati in modo accurato, nel minimo dettaglio, usando le parole chiave presenti anche nel sito web.

8. Focus sul Testo dell’oggetto.
Uno degli elementi più importanti di una campagna di email di successo è il testo dell’oggetto. Se il vostro oggetto sarà debole sarà un pessimo biglietto da visita.

  • Evitare parole spam come “gratis”, ​​”libero”, “chiamata ora”, “urgente” e “ordina ora”
  • Ridurlo entro i 50 caratteri (spazi inclusi)
  • Inserire il nome dell’azienda / marca
  • Renderlo memorabile, divertente, intrigante, magari con una domanda

9. Impostare il monitoraggio.
Prima di inviare qualsiasi messaggio di e-mail marketing, è molto importante che si imposti il corretto tracciamento.
Essere in grado di valutare l’efficacia di ogni campagna si rivelerà essenziale per massimizzare il ROI.
Alcune delle metriche che dovreste cercare di tracciare attraverso il sistema di invio di e-mail marketing e il collegato account di Google Analytics sono:

  • Deliverability (tasso di contatti raggiunti)
  • Tasso di apertura (tasso dei contatti che hanno effettivamente aperto / visualizzato il messaggio)
  • Percentuale di clic (tasso dei contatti che hanno cliccato i link / invito all’azione nel messaggio)
  • Tasso di conversione (tasso dei contatti che diventano clienti dopo aver ricevuto il tuo messaggio)

10. Utilizzare URL di monitoraggio per organizzare e qualificare i contatti
Le informazioni sul comportamento dei singoli destinatari servirà ad aggiungere informazioni di profilazione e interesse verso specifici argomenti o prodotti. Utilizzarle per creare nuove categorie o gruppi di qualifica.

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Linkedin check up per le aziende

LinkedinLinkedin è il social network per i professionisti e lo scambio tra aziende.
È il social media in cui idee, strategie prodotti, vengono condivisi e promossi facendo leva su contenuti di marketing pensati per interessare, attirare e convincere altre aziende.

La presenza su LinkedIn di una azienda deve quindi essere studiata e verificata.

10 mosse per sfruttare al massimo LinkedIn per le aziende

1) ricercare tutti i professionisti registrati in LinkedIn che dichiarino di aver lavorato o collaborato in azienda. Verificate che non ci siano “intrusi” e incentivate i collaboratori non presenti a registrarsi.

2) aprire la Pagina LinkedIn dedicata all’azienda. L’operazione andrebbe fatta fare direttamente da parte di un responsabile dell’azienda, meglio se possibile il titolare, a futura garanzia.

3) scegliere e nominare gli amministratori della Pagina LinkedIn. Chi ha aperto la pagina potrà facilmente delegare il ruolo di gestori ai colleghi per realizzare la personalizzazione della pagina, la creazione e pubblicazione dei contenuti e la moderazione dei commenti e l’analisi dei dati statistici.

4) personalizzare la grafica con immagini di copertina, loghi e supporto grafico ai vari contenuti pubblicati via via come post. L’immagine a corredo dei contenuti di marketing pubblicati in LinkedIn è molto importante per catturare l’attenzione in un social network spesso troppo denso di parole e con scarse foto.

5) inserire con cura tutti i dati aziendali nei campi di anagrafica per una corretta indicizzazione all’interno di LinkedIn e facilitare la ricerca.

6) pubblicare almeno un post alla settimana su novità aziendali. E’ altrettanto importante creare brevi post per commentare notizie pubblicate su altri siti, citando la fonte di partenza. LinkedIn non è il social network per “vendere” bensì è il palcoscenico su cui costruire la propria Autorevolezza e la propria Reputazione Online.

7) creare gli approfondimenti da pubblicare su sito web o blog dei post anticipati su  LinkedIn, perché l’interesse generato trovi la giusta soddisfazione e porti ad una azione successiva di contatto.

8) scrivere i post usando, immagini, hashtag # e le parole chiave. In pratica, il breve testo del post su LinkedIn deve essere redatto secondo le tecniche di web copywriting.

9) condividere gli aggiornamenti pubblicati sulla pagina aziendale anche sul proprio profilo personale, chiedendo ai colleghi di fare altrettanto per ottenere il massimo risalto.

10) controllare le statistiche della pagina per valutare quali contenuti marketing performino meglio e le relative statistiche di accesso al sito e al blog tramite google analytics

Fatto il check up della presenza su LinkedIn della vostra azienda? Avete qualche domanda? 

Storytelling come strumento di marketing digitale per le aziende

Tell them your story written on blackboard

Il racconto scritto o narrato con immagini e video è sempre più lo strumento che meglio aiuta le aziende ad attirare, convincere e coinvolgere i propri potenziali clienti, grazie alla capacità di trasmettere contenuti capaci di influenzare una scelta o orientare un comportamento.

Fare Storytelling all’interno di un piano di marketing digitale per promuovere un’azienda o un prodotto non vuol dire solo raccontare
storie, ma studiare il funzionamento dei racconti e applicarli ai propri contenuti in funzione degli scopi che l’azienda vuole raggiungere attraverso il marketing online.

Lo Storytelling è un approccio operativo che – nel breve, medio o lungo periodo – garantisce efficacia nelle fasi di un progetto: dalla
attuazione alla misurazione dei risultati che si abbia a che fare con un servizio, un prodotto o con un processo.

Lo Storytelling applicato ad una azienda non significa assumere un atteggiamento autocelebrativo, né lasciarsi andare e parlare soltanto di sé stessi, per sé stessi.
Scegliere lo Storytelling vuol dire trasformare, coinvolgere, diffondere le conoscenze e i know-how operativi, aggiungere valore, per
continuare a generare business.

Scegliere lo Storytelling come approccio per la comunicazione di marketing online significa per l’azienda promuovere la propria organizzazione come un racconto continuo e riprogrammare tutte le attività di comunicazione integrata (esterna e interna) e di marketing (su prodotti o servizi) in un piano editoriale preciso, che si snoda appunto in un racconto progressivo e coerente.

Quali sono le piattaforme attraverso cui narrare la storia?
Come per la progettazione dei contenuti la coerenza si impone anche in fase di scelta dei mezzi attraverso cui diffondere il racconto.
Dal momento che la strategia coinvolge tutta l’azienda anche il sito web deve essere coinvolto in questo approccio. Il meglio delle opportunità date da una strategia di storytelling si raccolgono sulle piattaforme social e sui blog dove è più facile incentivare alla partecipazione e coinvolgere i lettori.

Usando immagini, testi e brevi video si possono creare le basi per la generazione di contatti o di visite al sito principale, oppure la raccolta di pareri e idee.

Le storie e i racconti possono essere incorporati in tutte le forme di contenuti: blog, e-book, white paper, e anche la pagina “Chi siamo” del sito web deve saper affascinare il pubblico.

Il valore della narrazione può anche essere trasferito ad altri servizi per crescere il tuo business – per esempio formazione vostri rappresentanti di vendita per raccontare la storia della vostra azienda o di un prodotto

Una volta imparato a raccontare una buona storia, il pubblico tornerà per leggerne di nuove, e si trasformerà in pubblico attento, da contatto a cliente, e da cliente in cliente fedele.

“The greatest tool of communication given to us by Mother Nature is on the table,” says John Bates, CEO of Executive Speaking Success & Business Coaching. This tool he’s referring to is the power of storytelling!

Internet of Things e Content Marketing: siete pronti?

IOTL’Internet of Things ( #IOT ) è il traguardo tecnologico e culturale che promette di trasformare oggetti di uso quotidiano in oggetti intelligenti e connessi capaci di assumere nuovi significati e prestarsi a nuovi utilizzi.

Le aziende di telecomunicazioni e i fornitori di servizi di connettività hanno l’opportunità unica di realizzare questa rivoluzione.

Dal momento in cui gli oggetti iniziano ad essere connessi tra loro e con i loro utilizzatori si aprono scenari vastissimi per le aziende che saranno capaci di erogare contenuti di qualità e targettizzati in base ai dati che gli oggetti produrranno registrando il proprio utilizzo e la propria attività.

Alle tradizionali fonti di informazione: l’azienda per i contenuti di prodotto e promozionali, il mercato dei consumatori per le domande di bisogno e necessità, si aggiungono ora i contenuti forniti dagli oggetti registrati nel corso del loro utilizzo.

Le Aziende che desiderano sfruttare L’Internet of Things ( #IOT ) devono comprendere fin da subito quali possano essere le strategie di contenuti per attrarre nuovi clienti, clienti acquisiti e fornitori/partner.

Definire una strategia di contenuti per la Internet delle cose

Volendo utilizzare le informazioni ricevute dagli oggetti intelligenti e connessi è necessario categorizzarle e renderle spunto di interesse per i diversi target di utilizzatori e partner, creando contenuti in collaborazione con gli utilizzatori stessi dei prodotti smart.
La connessione tra oggetti e tra oggetti e persone, infatti, impone immediatamente una comunicazione sociale, condivisa e partecipata in cui l’azienda deve necessariamente entrare ed essere influente.

Primo passo: comunicare la continuità tecnologica
Creare un calendario editoriale che rassicuri i clienti esistenti e i potenziali interessati sullo sviluppo dei prodotti tradizionali nella versione smart e connessa, delineando i piani futuri dell’Internet degli oggetti.

Secondo Passo: comunicare i lanci di prodotto
Raccontare in modo accattivante i prossimi lanci di prodotto, utilizzando ad esempio anche concorsi o sondaggi per coinvolgere il target.

Terzo Passo: raccontare le esperienze di utilizzo dei prodotti
La vera e propria fase social del content marketing per L’Internet of Things ( #IOT ). Attraverso video, dimostrazioni, esperienze, opinioni, commenti, utilizzi non convenzionali supportare la dimensione social dei prodotti connessi creando racconti e commenti mirati.

Un esempio di modalità di presentazione dei contenuti sono

  • Video (informativi, virali o promozionali)
  • Whitepaper
  • Casi studio
  • Ricerca e relazioni
  • Materiale didattico o di formazione per i clienti esistenti (quota con cavi e le prospettive, come pure – per costruire la fiducia)
  • eBook e altre forme di contenuti da scaricare in seguito a registrazione (gated asset) per la generazione di lead
  • Contenuti interattivi online e digitali (sviluppo di App specifiche)
  • Post sui social media

Quarto Passo: raccolta dei Feedback
La strategia del Content Marketing per L’Internet of Things ( #IOT ) comporta il dover maneggiare una grande quantità di dati informativi, compresi anche quelli che rappresentano un feedback da parte del target a quanto prodotto e pubblicato dall’azienda. Uno strumento di raccolta e analisi dei dati per un riutilizzo efficace diventa assolutamente necessario e i fornitori di soluzioni di data mining dovranno presto fornire software adatti anche a questo scopo.

Ecco perché l’Internet of Things rappresenta la prossima grande area di applicazione del Content Marketing.

Voi siete pronti? www.39marketing.it

Social Media Marketing per le aziende: come non rovinare tutto!

socialmedia_agencyPrima di partire con un piano di promozione sui social media è necessario avere degli obiettivi, un piano o una tabella di marcia. Senza questi criteri sarà poi difficile misurare i benefici ottenuti dal business dalla presenza sui social media.

Partiamo dagli obiettivi di un piano di social media marketing:
– Avete intenzione di utilizzare i social media per aumentare il traffico sul sito web?
– Cercate nuovi clienti?
– Volete cercare maggiormente i clienti attuali?
– Volete diventare un influencer autorevole nel vostro settore?

Queste sono le domande a cui è necessario rispondere prima di iniziare una campagna di social media per poi gestire al meglio questi aspetti.

Il successo sui Social Media richiede tempo e lavoro
Fino a quando non si dispone di una presenza online consolidata, non si vedranno risultati rapidi e concreti.
Il primo passo è iniziare a effettuare i collegamenti con influenzatori e fornire contenuti al pubblico. Diventare un protagonista sui social media richiede tempo e competenze. Non siate troppo affrettati a dichiarare che il social media marketing non funziona per il vostro modello di business.

Scoprire cosa sta già facendo la concorrenza
È necessario impostare il vostro piano sui social media anche considerando cosa già stia facendo la concorrenza.
Analizzate quello che stanno facendo e come si potrebbe fare di meglio. Non copiate, ma rielaborate al meglio, in modo sincero e adatto alla vostra azienda e “stile”.

Il Social Media Management Team è uno staff di professionisti, non di volontari
Scegliere la squadra, interna o consulenti esterni, per eseguire la campagna sui social media è una parte importante per avere successo. E’ necessario avere risorse focalizzate sull’attività, anche se non dedicate al 100%. L’importante è che non si tratti di volontari autodidatti, ma di persone competenti che sapiano come far funzionare i social media in mondo professionale.
Solo perché una persona ha un account Facebook in cui posta le foto delle vacanze, non significa che sappia come promuovere un business sui social media.

Curare le informazioni pubblicate sui profili social aziendali
I profili sui social media sono estremamente importanti. Assicurarsi che ci siano i riferimenti al sito web della società, ad un modulo di contatto e un numero di telefono, e che siano coerenti con lo stile aziendale nella grafica e negli slogan.

Comunicare a tutti che siete sui Social Media
Aggiungete icone social media sul sito web per collegare i vostri profili sociali su tutte le piattaforme. Inviate una comunicazione via e-mail perchè i vostri clienti possano collegarsi con voi.

Ricordare perché si chiamano “social media”
Una delle principali cose che gli imprenditori devono imparare è che l’attenzione deve essere sempre sul “sociale”. Le persone (i Clienti) sono sui social media per divertirsi e condividere informazioni interessanti, per commentare, fare domande e dire la propria. Assicuratevi che la vostra presenza sui social media sia un equilibrio di informazioni utili, divertimento, e contenuti stimolanti, ma soprattutto date la possibilità di commentare e ascoltate il parere dei lettori.

Rispondere ai Fan e Follower Sempre
rispondere ai commenti e alle domande dei lettori è importantissimo. Garantisce l’autenticità del profilo social aziendale, la sua attenzione verso i clienti e fa sempre una ottima impressione sui lettori, anche quelli più silenziosi.
Ricordate che i vostri fan sono la linfa vitale del vostro social media.

Avete già avuto buoni risultati con il piano di social media marketing? Avete bisogno di qualche idea o di suggerimenti su come partire al meglio nel social media marketing? Contattate 39Marketing agenzia di marketing di Milano.

E-mail marketing: con quale frequenza inviare i messaggi?

email_marketingL’email marketing è un delicato equilibrio tra tempi e contenuti.

Da un lato la voglia di rimanere in contatto con clienti e prospect, essere sempre presenti nello loro menti, dall’altro evitare di disturbarli e sembrare molesti con informazioni inutili o non in target.

Comunicare in modo continuo, senza finire nello spam o aumentare le cancellazioni dalla mailing list.

L’e-mail marketing, soprattutto nel settore business to business è ancora lo strumento più economico, veloce, misurabile da usare per promuovere prodotti o iniziative commerciali.

Come fare per decidere con quale frequenza inviare e-mail promozionali?

Non c’è una risposta giusta e definitiva, valida per tutti. La ricetta giusta dipende da valutazioni a partire da una serie di fattori tra cui:

Quali sono gli obiettivi di marketing?

– Se si cerca di incrementare la mailing list e si stanno usando liste noleggiate da fornitori esterni, partner, ecc allora la frequenza non può essere superiore all’invio al mese. Gli interlocutori non li conosciamo bene, loro non ci conoscono e il rapporto di fiducia deve costruirsi poco a poco.

– Se si cerca di catturare l’attenzione di un pubblico incontrato ad una fiera la frequenza può essere anche di un messaggio ogni 15 giorni, ma i contenuti dovranno essere strettamente collegati alla proposta vista in fiera. La rilevanza è fondamentale per non essere cestinati.

– Se si desidera incrementare le vendite sul parco clienti, allora una newsletter settimanale o quindicinale con offerte specifiche sono ideali. L’importante è segmentare i clienti in modo da mandare proposte commerciali mirate.

– Se l’obiettivo è creare fiducia nei potenziali clienti e accorciare il ciclo di vendita, una newsletter mensile, di visione, che trasmetta la vostra leadership e la vostra competenza è un buon progetto.

Quali sono le abitudini nel mio mercato di riferimento?

Nel settore consumer, in cui le e-mail sono dirette ai consumatori, la frequenza è maggiore, addirittura più di una volta a settimana, in modo scadenzato.

Nel settore Business to Business, dove si comunica direttamente a responsabili aziendali la frequenza varia da settore a settore, ma certamente non arriva mai a più di una mail a settimana. L’esempio che mi viene in mente di comunicazione rivolta alle aziende e con una scadenza settimanale sono le e-mail per la vendita promozionale di materiali per ufficio, legate ad e-commerce.

Qualità del database

Se la maggior parte dei contatti e-mail non è stato registrato con il consenso esplicito, o non appartiene a liste profilate, l’e-mail marketing deve essere usato anche per ripulire e migliorare le informazioni contenute nelle liste.

Per esempio è possibile inviare una e-mail chiedendo ai contatti di aggiornare le loro preferenze e di dichiarare gli argomenti di interesse.
Una volta raccolti questi dati è più facile sia creare un calendario editoriale per le spedizioni che la scelta dei contenuti per ogni invio.

Cosa accade dopo l’invio?

L’analisi delle statistiche successive all’invio, il tasso di apertura e di click sono una ulteriore indicazione per stabilire la frequenza di invio.
Dalle statistiche infatti si rileva immediatamente se si sta andando verso una stanchezza degli interlocutori o se i contenuti inviati mantengono un grado di interesse.

Se si usa uno strumento per l’e-mail marketing professionale che consente di segmentare le liste in base alle preferenze e all’attività successiva ad ogni invio i risultati dell’e-mail marketing saranno ancora maggiori.
Uno dei maggiori vantaggi nell’uso di uno strumento per l’e-mail marketing professionale è la capacità di creare flussi di lavoro: coltivare clienti e prospect in ogni fase del processo di vendita, generare liste di interessati da passare alla forza vendite, individuare aree per il cross selling, cioè vendita di prodotti correlati.

Conclusioni

Quando si tratta di email marketing, non c’è un numero magico. Di solito inviare e-mail almeno una volta ogni due settimane è una buona procedura, ma non per tutto il database. E’ giusto inviare con maggiore frequenza messaggi di posta elettronica a coloro che hanno recentemente scaricato qualcosa dal sito, richiesto informazioni, lasciato commenti su blog e sito web.

Tutto chiaro? Avete bisogno di qualche idea o di suggerimento su come realizzare al meglio campagne di e-mail marketing? Contattate 39Marketing agenzia di marketing di Milano.

Article Marketing: Come scrivere un buon articolo o Comunicato Stampa?

Checklist2Il Content Marketing si basa sulla realizzazione di contenuti e testi informativi, chiari, interessanti e utili per i lettori.

Come deve essere scritto un articolo o un comunicato stampa online?

Un buon articolo deve

  • essere curato nella forma e non contenere errori di grammatica,
  • esprimere idee interessanti e originali, capaci di influenzare i lettori
  • trasmettere nel lettore uno stato d’animo positivo
  • essere introdotto da un titolo intrigante e curioso
  • contenere in quantità significativa le parole chiave contestuali
  • essere chiaro nell’esprimere il proprio significato, evitando tecnicismi e un lessico troppo specifico.
  • avere una struttura consequenziale come i manuali e i tutorial. E’ bene seguire un filo logico principale e condurre passo passo i lettori. Lo scopo è quello di chiarire le cose e i dettagli.
  • essere accompagnato da grafici e immagini a supporto che ne spieghino i dati salienti
  • contenere la possibilità di un passo successivo che sia la richiesta di contatto o l’approfondimento su un’altra pagina web

Cosa fare dopo aver scritto un buon article marketing?

  • creare delle copie variando il testo e i titoli in modo da avere dei testi non sovrapponibili
  • scegliere i siti di informazione online tematici e rilevanti, oppure i siti specifici per la pubblicazione di comunicati stampa online
  • pubblicare i testi sui diversi media selezionati avendo sempre cura di inserire link verso il sito web aziendale e le informazioni di contatto per chiedere ulteriori informazioni
  • postare commenti su blog, forum e social network dove si parla dei medesimi argomenti di tutto o in parte il testo degli articoli

Tutto chiaro? Avete bisogno di qualche idea o di suggerimento su come partire al meglio con le vostre campagne di content marketing? Contattate 39Marketing agenzia di marketing di Milano.

Un, due, tre il content marketing ecco cos’è!

copywritingIl content marketing è la strada più efficace per promuovere online i propri prodotti. Non ci sono dubbi che funzioni, ma è necessario sapere bene di cosa si tratti perché sia produttivo.

Cos’è il content marketing in breve?

1. Dimenticate che sia vendita di un prodotto.
Il content marketing deve iniziare individuando una necessità, aiutando gli altri con quello che l’azienda sa su una specifica area di competenza.
In altre parole, non create contenuti per spiegare e raccontare il vostro prodotto o servizio o dire alla gente perché dovrebbero sceglierlo e acquistarlo.
Partite dal bisogno che esso risolve, fate sentire partecipi i lettori di una necessità che voi potreste risolvere. Instaurate un dialogo che vi dimostri la competenza e autorevolezza della vostra azienda su un argomento specifico.

2. La soluzione è a portata di mano.
Il componente successivo di un processo di produzione di contenuti marketing è svelare la soluzione ala necessità individuata nella prima fase.  Avendo instaurato un legame emotivo basato sulla competenza, diventa naturale che la soluzione proposta venga percepita come rilevante e autorevole. Convincere non è più importante, la scelta die potenziali clienti è già orientata.
Offrire ulteriori informazioni su necessità ed esigenza in questa fase serve a rafforzare ulteriormente il legame.

3. La soluzione è quella giusta per me.
L’ultima resistenza all’acquisto a questo punto può essere la preoccupazione da parte dell’acquirente che la soluzione si adatti alle sue specifiche esigenze e sia facile da utilizzare. In questa fase entrano in gioco i contenuti che descrivono esattamente cosa fa e come si usa il prodotto che l’azienda sta promuovendo.
– il riferimento all’esigenza di partenza è sempre necessario nella spiegazione sull’uso del prodotto
– se possibile inserire confronti con prodotti simili
– utilizzare contenuti multimediali come video o tutorial via e-book e privilegiare la semplicità evitando tecnicismi

Pensate di poter usare anche voi questa scaletta per produrre contenuti che vendono?

Avete bisogno di qualche idea o di suggerimento su come partire al meglio con le vostre campagne di content marketing? Contattate 39Marketing agenzia di marketing di Milano.

Come usare bene il Marketing Online per sostenere le operazioni di Inbound Marketing

success_marketingIl marketing online ha come prima applicazione la generazione di flussi di visita al sito web e quindi di nuove opportunità di contatto. Si tratta quindi del modo più economico di realizzare campagne di inbound marketing con i vantaggi delle attività di comunicazione online:

– personalizzazione dei contenuti
– misurabilità dei risultati
– economicità di produzione
– rapidità di esecuzione

Perchè l’inbound marketing online funzioni sono necessari alcuni passaggi fondamentali

1. L’offerta di contenuti.

E’ la parte più importante, capace di attirare l’attenzione, accendere la curiosità grazie al valore regalato attraverso un ebook, uno studio, una infografica o altre risorse che prevedano una registrazione prima del download.
Deve attrarre e dare un motivo per compilare un modulo di registrazione per accedere ai contenuti completi.
In questo modo, a partire dall’interesse per l’argomento del materiale è già possibile iniziare la profilazione del nuovo contatto.
Come rispondere a coloro che hanno scritto è una scelta aziendale:
è possibile ricontattarli, attraverso operazione di telemarketing, oppure inserirli in un processo di e-mail marketing mirato (marketing automation) che invii in modo periodico ulteriori informazioni sullo stesso tema, in modo da far crescere l’interesse e la formazione dell’interlocutore.
L’obiettivo è sempre quello di creare, diffondere e inviare contenuti personalizzati perché siano efficaci sull’esito del processo di vendita.

2. Landing page efficaci

La pagina di destinazione in cui ogni specifico contenuto viene “raccontato” e presentato deve supportare graficamente l’esposizione dei contenuti, in modo da essere chiara e leggibile.
Il visitatore, leggendo la landing page, deve sentirsi sicuro e confidente che cliccando sulla proposta (call to action) verrà premiato con ulteriore valore.
Creare Landing Page accattivanti, grazie all’HTML e ai programmi per al creazione di pagine web è semplice e dal costo contenuto, molto spesso addirittura gratis. Crearne di sempre nuove e mirate su specifici argomenti e arricchirle con i codici per la misurazione e l’analisi dei risultati è sempre una buona opportunità

3. Creare Call to Action intriganti.

Il contenuto usato per attrarre deve avere una call-to-action specifica ed avvincente(CTA).
Graficamente una call-to-action è un pulsante o un link che porta un visitatore al contatto con l’azienda per un approfondimento dei contenuti, una visita commerciale, una demo, un’offerta.

Nella pagina di destinazione del link, il visitatore deve essere rassicurato che indicare le proprie informazioni nel modulo di contatto sia per lui un vantaggio, per poter essere seguito al meglio.
Il team di vendita dovrà poter accedere alle informazioni indicate dal visitatore in modo da partire da quelle nei successivi contatti commerciali.

Torno a sottolineare che, perchè sia efficace, è importante che la call to action sia specifica rispetto al contenuto, sia nella proposta che nell’uso delle parole scelte per esprimerla.

4. Misurare è tutto!

QUANTITA’
Offerta di contenuti, call to action, visualizzazioni delle landing page, numero di contatti sono gli elementi fondamentali del processo di conversione marketing e quindi dei risultati di una campagna di inbound marketing online.
Tutto deve essere tracciato per comprendere da quale fonte arrivi il traffico e come i visitatori si comportino sul sito.

Non è però tutto qui!

QUALITA’
Deve essere valutato anche il valore dei contatti generati e il loro livello nel processo di acquisto:
– si tratta di contatti in target?
– si tratta di visitatori in cerca di informazioni o in fase di valutazione alternative per l’acquisto?

Per determinare quali siano i dati migliori da valutare per capire se si stiano raggiungendo i risultati attesi è necessario partire da quali obiettivi aziendali muovono la campagna di marketing: vendite, valore del brand, creazione di reputazione online, vendita di prodotti correlati, ecc.

Se i risultati non sono all’altezza delle aspettative o dopo qualche tempo dal lancio della campagna di inbound marketing è sempre consigliabile provare diverse varianti per ottimizzare i risultati.

Avete bisogno di qualche idea o di suggerimenti su come partire al meglio con le vostre campagne di inbound marketing online? Contattate 39Marketing agenzia di marketing di Milano.

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