Internet of Things & Content Marketing

Cominciamo dalla definizione di Internet delle cose (IoT)
Una rete di apparati, componenti, strumenti che comunicano e scambiano dati tra di loro e con le persone che li controllano ed utilizzano. Stiamo parlando di sensori di macchine, componenti, elettrodomestici, automobili, apparati di diagnostica, apparecchi wereable, cioè sempre con noi.

Vi è più chiaro del perchè sosteniamo che l’internet degli oggetti  (IOT) influenzerà sensibilmente  l’esperienza del cliente? Il  frigorifero può allertare il cliente per problemi di temperatura o scadenza del cibo. Il braccialetto smart può allertare in caso di parametri fisici errati, un’etichetta di un vino può trasportare l’appassionato di vino nella vigna di produzione grazie alla realtà aumentata, La Smart TV può avvisare dell’intrusione di persone in casa.

Questa connessione e interazione tra apparati e utilizzatori o controllori deve far interrogare i content marketer sul loro nuovo ruolo di produttori di contenuti ed emozioni.

colpisce le punti di contatto (punti di contatto tra il cliente e l’azienda) e il percorso del cliente, e si richiede di sviluppare nuovi messaggi per il consumo dei clienti in base al dispositivo clienti sono provenienti da.

La Customer Experience nell’Era dell’Internet of Things viene influenzata in particolare da 4  fattori:  

Ambiente e prossimità ai dati:
è possibile condividere contenuti con i consumatori in base a fattori come la posizione, il tempo, e l’interazione con i prodotti. I fornitori, per esempio, ipossono inviare messaggi mirati su cosa indossare o mangiare per combattere il caldo.

Informazioni Location-based:
Il GPS è il sistema più diffuso per la localizzazione di persone e cose; un altro modo per sfruttarlo è usare i dati di posizione e vicinanza del cliente al prodotto stesso. Le aziende possono guidare i clienti per trovare prodotti vicini e influenzare la scelta creando emozioni specifiche in fase di scelta, in negozio.

I dati di monitoraggio:
Il prodotto può monitorare e inviare una varietà di dati dal dispositivo stesso sul comportamento d’uso. Questo ha forte impatto nella elaborazione di progetti di customer care efficaci.

News e Informazioni aggiornate:
Le aziende possono avvisare gli utenti con annunci di novità, emergenze, opportunità attraverso i dispositivi in tempo reale. Tali avvisi forniscono un servizio pubblico fondamentale per l’utente.

Se per noi è tutto molto chiaro, l’auspicio è che le aziende comprendano come un buon content marketing nella relazione tra gli utenti e gli oggetti intelligenti, connessi dall’Internet of Things, possa creare un vantaggio competitivo interessante.

Donatella Ardemagni – www.39marketing.it

 

7 idee per usare bene Facebook nel Business to Business

Ecco alcuni consigli veloci per l’uso di Facebook dedicati alle aziende che lavorano nel business to business.

  1. Valuta il momento migliore per pubblicare i post: potrebbe non essere quando te lo aspetti.

Se nella comunicazione per i clienti finali (consumer) la domenica e l’intervallo tra le 10.00 e le 23.00 sono i migliori momenti, nel settore business to business le statistiche medie lasciano pensare che i primi tre giorni della settimana lavorativa e l’intervallo tra le 15.00 e le 21.00 siano gli orari migliori. E voi avete mai controllato su Facebook Insight le performance dei post in base al giorno e all’ora di pubblicazione? Provate a fare qualche valutazione.

  1. Non usare gli hashtag su Facebook.

Ci sono social media che “apprezzano” l’uso degli hashtag (Twitter, Google+, Instagram, Pinterest) quelli che non li “premiano” (Facebook e LinkedIn).

Capiamoci bene: non è dannoso usare il #, semplicemente è chiaro che se un cliente legge un post su Facebook in cui trova un hashtag percepirà quel contenuto più commerciale di quanto farebbe senza trovare # e probabilmente lo condividerà più volentieri.

E’ una questione di valutazione “psicologica” perché in realtà segnalare con l’ hashtag una parola chiave aiuta anche a intercettare l’interesse di nuovi lettori.

  1. Meno è più.

I Social Media sono sintetici. Al di là delle limitazioni di Twitter, anche su Facebook è meglio limitare la lunghezza dei post, inserendo link che portino al sito web o al blog.

Le statistiche suggeriscono di mantenere i messaggi di Facebook in 200-250 caratteri, al massimo, per ottenere coinvolgimento e interazioni.

  1. Usa Facebook Live.

Consigliato per: la sua immediatezza, il trattamento preferenziale riservato da Facebook in termini di visibilità, l’immediatezza delle notifiche ai Fan.

Non importa se non avete grandi mezzi e grande tecnica : Vai in diretta!

  1. Usa il brand e sovrascritte nei video caricati.

Quando prepari un video da caricare su Facebook ricorda di includere il marchio dell’azienda nella ripresa e pensa a sottotitoli evidenti. Ricorda che il video partirà sempre senza audio, e per attirare l’attenzione devi usare lo scritto!

  1. Facebook è visto da cellulare.

Oltre il 90% degli utenti di Facebook accede tramite dispositivo mobile, e oltre la metà degli accessi avviene solo da cellulare. Pertanto, quando progetti video e post per Facebook testane il funzionamento per una visualizzazione ottimale via telefonia mobile.

  1. Inizia a profilare i Fan

I Social Media sono ormai maturi per essere gestiti come canali di marketing più consolidati come l’e-mail marketing. Cerca di segmentare i Fan in gruppi per interesse o caratteristiche demografiche e crea post “mirati” per avere un numero di conversioni migliore.

E tu ottieni i risultati giusti dalla tua pagina Facebook?

 

Social Selling e Content Marketing per e-commerce di successo

In rete gli e-commerce sono tantissimi, ahimè non tutti di successo!

Cosa manca? talvolta nascono da improvvisazione e da tentativi non pianificati con cura; talvolta da un’idea di vetrina prodotti tutta basata sulle funzionalità e poco sull’emozione; talvolta restano in rete senza “ascoltare” le necessità dei futuri clienti!

in questa presentazione realizzata come ContentHub a Smau Torino 2016 con Giada Cipolletta abbiamo provato a mettere in evidenza come il Content Marketing e l’uso dei Social Media (Social Selling) possano dare il giusto propellente alla vendita online attraverso e-commerce.

Buona Lettura!

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Marketing in Cina: Dove mobile e contenuti di marketing stanno guidando il cambiamento

[tradotto da un articolo di Steven Chang]

Il Marketing digitale in Cina è ancora nelle sue fasi iniziali rispetto alle aspettative che abbiamo in Italia e in Europa.

In confronto agli Stati Uniti o ai Paesi Europei, il marketing come strumento di vendita deve ancora sviluppare la propria maturità strategica, necessaria per avere successo a livello internazionale.

Tuttavia, il mercato in Cina sta evolvendo rapidamente, assumendo le proprie dimensioni spingendo sempre più persone a connettersi in rete e sui social, attraverso device mobili.

Secondo una ricerca CNNIC dello scorso anno, la Cina ha circa 668 milioni di utenti Internet rispetto a circa 279 milioni negli Stati Uniti; tuttavia questo rappresenta un tasso di penetrazione di circa il 49% di tutta la popolazione, rispetto all’ 87% della popolazione degli Stati Uniti.

La differenza è ancora più marcata quando si passa a controllare i numeri di accesso alla rete con gli smartphone: circa il 90% dei netizen cinesi rispetto a circa il 57% negli Stati Uniti.

Ma non è tutto. Se per gli utenti occidentali funzionano efficacemente le pubblicità online per mobile basate su annunci con una call to action focalizzata sul “Clicca Qui”, in Cina la tradizione dei social a partire da WeChat, ha abituato gli utenti a call to action basate sulla funzione “shake”. E per avere successo è necessario adeguarsi a questa modalità.

In Cina, il mobile sta diventando la piattaforma dominante per l’utilizzo di Internet soprattutto da parte delle generazioni più giovani – gli utenti di internet nati dopo il 1990 spendono una media di 234 minuti al giorno su internet tramite dispositivo mobile.

Questo aumento di cinesi che vivono la loro vita attraverso i dispositivi mobili è andato di pari passo con l’incremento della domanda di contenuti (content marketing adattivo mobile). In un circolo virtuoso, c’è da dire che producendo contenuti per il mondo mobile, si ha la possibilità di raccogliere dati sugli interessi degli utenti per migliorare la personalizzazione e il targeting.

Quello che emerge immediatamente è la grande dispersione degli utenti su piattaforme diverse, diventa quindi essenziale

  • consolidare tutte le potenziali fonti di dati per costruire un quadro del pubblico totale.
  • creare un ritratto dei consumatori sulla base dei dati acquisiti tramite mobile e sociale e-commerce.
    Questo può includere dati quantitativi come la demografia, l’ubicazione e le preferenze per l’accesso ai canali; ma anche qualitativo in base al tipo di contenuti ricercati e apprezzati.

Questi vengono poi utilizzati per la progettazione di nuove campagne più consapevoli e mirate.

Questo approccio integrato è importante per il successo in Cina di oggi. Un mercato così vasto deve poter essere controllato e classificato, agire per istinto o senza una strategia è più che dispersivo. E’ assolutamente inefficace.

La crescente competizione per l’attenzione attorno al mondo Mobile significa mirare a gruppi di pubblico specifici per realizzare campagne di successo.

Aspettiamo i vostri commenti!

How To Market Your Small Business Via The World Wide Web

Marketing has and will forever have a huge role when it comes to business success. If a business cannot adapt quickly, it is bound to suffer. Expensive per-customer acquisition rates, high customer turnover numbers, and volatile sales data month over month are only few of the many effects that poor marketing strategy and execution can bring. Here’s how online marketing can help you and how to use it effectively to market your brand.

How Important is Online Marketing

74 percent of small businesses surveyed were found to have a website of which 56 percent have a responsive website design. These statistics are only the tip of the iceberg and just goes to show how important appropriate online marketing strategies and standards are to a business owner. In addition to these numbers, 32 percent of small business owners surveyed say that online marketing is powerful when it comes to attracting customers.

Marketing Your Business

Blog: Blogging is a great way to market your brand as it provides clients and investors with informative and unbiased content. People tend to respond more positively with content that does not feel too sales-ish. Try to blog at least twice per week to gain more traffic for your site from major search engines, such as Google and Bing.

Social Media: Facebook, Twitter, and other social networking websites can work wonders for your business if leveraged properly. According to experts, these platforms generate as much as double the marketing leads of traditional platforms, like trade shows and direct snail mail. When going into the social networking scene, choose a platform wherein majority of the user base fits your criteria for a customer.

Email Marketing: Another staple in the few key strategies for online marketing success, email messages can have a long-lasting impact for your brand. Integrate it with other marketing campaigns to maximize its potency. For instance, if you are hosting a Facebook-based contest, you can tap into your email subscription list to increase the number of participants in the said contest.

Webinars: Hosting free webinars are popular, especially for today’s generation of people. It’s a great tool for engaging with prospects and existing customers and, at the same time, increasing your leads. Make sure to provide genuine information that the user can act on afterwards. Luring them in just to market your brand will earn you a bad reputation among your customer base and industry.

Other Tips To Try Out

Polish all the aforementioned strategies above by continuously learning the craft. For instance, when it comes to owning a business website, update it regularly so that it can be easily accessed via mobile phone. Optimize the site for local searches as well. If your company only does business within the U.S., it doesn’t make sense for people in China or Brazil to see it from their search queries.

Summary

Billions of dollars are spent on digital advertising per year. As consumers and partners slowly transition to the World Wide Web for their product and service needs, companies must adapt accordingly to capitalize on the technological advantages offered by online marketing and to compete at the highest level possible.

Christopher S. is an avid blogger from Tulsa, Oklahoma who is passionate about encouraging safety in the Tulsa community while working with the Gorospe & Smith Tulsa Personal Injury Lawyer Firm.

Dal Content Marketing all’Adaptive Content Marketing: la giusta prospettiva

Grandi aziende e piccole imprese in ugual modo hanno ottenuto enormi risultati (in termini di contatti e incremento delle vendite), grazie ad una strategia ragionata di content marketing.

Ora però è necessario che il content marketing si trasformi in Adaptive Content Marketing per poter essere vicino ai clienti e convincente su tutti i canali di comunicazione, scambio e interazione.

Un metodo efficace di one-to-one marketing.

L’Adaptive Marketing serve a offrire un’esperienza utente personalizzata, con contenuti che possono adattarsi non solo nell’aspetto (come nei contenuti responsive) ma nella sostanza – in base a certi fattori come

  • Il Dispositivo: sistema operativo, dimensioni dello schermo (cellulare, tablet, desktop) risoluzione dello schermo, connettività (4G, wifi, ecc)
  • Il Contesto: il tempo, la posizione, la concorrenza, il mercato
  • Il Target: le così dette “Personas”: che si differenziano per stadio di interesse all’acquisto, età, sesso, relazioni, necessità, ecc..

Il successo dell’Adaptive Content Marketing nasce dalle risposte a questa domanda che tutte le aziende devono farsi: Come i miei contenuti possono adattarsi a questi fattori?

Creare i proprio Content marketing Plan secondo la strategia Adaptive significa creare contenuti che, una volta elaborati, possano essere riutilizzati in diverse situazioni e scenari.

Vediamo come:

  1. Contenuto strutturato
    I contenuti non consistono più in “pagine”, ma sono oggetti, ognuno dei quali dovrebbe essere considerato un pacchetto di elementi predefiniti. Per ogni componente strutturale, il piano di content marketing a livello di progettazione dovrebbe tenere conto di come deve essere visualizzato in tutti gli scenari.
    Ad esempio, se partiamo da un video come oggetto, potremmo avere un testo descrittivo o una trascrizione per gli scenari in cui il video non può essere visualizzato o per introdurlo e per catturare l’attenzione.
  1. Presentazione di contenuti indipendenti
    Dobbiamo separare il contenuto dalla sua presentazione, andare oltre e liberarci della mentalità WYSIWYG.
  1. Contenuti riutilizzabili
    Abbiamo bisogno di un’unica fonte di contenuti e di un sistema di pubblicazione basato su scenari in modo da presentare il contenuto in modo nativo in ciascun media e ambiente diverso(dispositivo, la risoluzione dello schermo, la velocità di connessione, ecc).

Il nuovo acronimo da imparare diventa COPE “Create Once, Publish, Everywhere”

Non si può parlare di Adaptive Content Marketing senza comprendere a fondo l’Omnichannel Publishing: l’approccio multi-canale di vendita che offre al cliente un’esperienza di acquisto senza soluzione di continuità tra punto vendita digitale e fisico, negozio e e-commerce, sito e social media, computer e smartphone, ecc…

Da non confondere con il Multichannel marketing che rappresenta il punto di vista dell’azienda in base al quale vengono scelti i vari canali o punti di contatto per coinvolgere i clienti.

L’Omnichannel Marketing mette al centro la considerazione della esperienza del cliente e del suo punto di vista attraverso i diversi mezzi di comunicazione e di relazione fisica o digitale.

E voi siete pronti per l’Adaptive Content Marketing? Sono sicura di si, ma in caso contrario sono a disposizione per suggerimenti e idee Contatti

 

Online Reputation Management: la gestione delle recensioni negative

 

Le recensioni online sono il “terrore” delle aziende che decidono di includere i social network nel loro piano di content marketing, ma non c’è da avere paura.

Le Recensioni online sono la voce della vostra clientela, esprimono i pensieri sulla vostra attività, e prima o poi capiterà che un cliente scriverà una recensione negativa.

A questo punto sorge sempre il dubbio: cancello il commento?, lo ignoro?, rispondo?

Purtroppo molto spesso la decisione è quella di ignorare i commenti e i feedback dei clienti.

In realtà le Best Practice dimostrano senza dubbio che rispondere ai commenti negativi e alle recensioni aiuta a minimizzarne il danno.

Ma come si fa a rispondere alle recensioni feroci?
La tattica vincente in 3 mosse

Fase 1: accettate l’errore e chiedete scusa

La recensione negativa è visibile a tutti, meglio ammettere; negare fa sembrare arroganti.

Le risposte ai commenti negativi sono le più lette, ecco perché è bene apparire “umani” e corretti. Essere calmi, gentile e interessati alla risoluzione della causa del reclamo.
La parola chiave qui è l’ascolto della lamentela e dei motivi (veri) che la sostengono.

Fase 2: spiegate il vostro punto di vista

Non è sempre vero che “il Cliente ha sempre ragione” quindi, se possibile cercate di spiegare la vostra posizione in modo chiaro sui social, ma poi cercate il dialogo con il singolo cliente anche oltre la “piazza virtuale”. Chiedete di potervi parlare per mail o telefono per un confronto puntuale one-to-one.
La parola chiave qui è Dialogo con il Cliente e comprensione delle sue aspettative

Fase 3: offrite una soluzione per risolvere il problema

L’ascolto dei reclami dei clienti serve a migliorare il servizio dell’azienda, individuare il modo con cui rispondere e recuperare la situazione aiuta a creare nuovi servizi e nuove opportunità.
La parola chiave qui è Creatività 

E ora qualche consiglio generare sulla gestione delle risposte alle recensioni e ai commenti negativi:

  • siate brevi, nessuno ha tempo di leggere lunghi saggi di scusa
  • prendetevi il vostro tempo, se un commento vi fa arrabbiare non rispondete d’istinto.
  • siate sempre cortesi e precisi, mai arroganti
  • mostrate l’impegno dell’azienda nella soddisfazione del cliente

L’ Online Reputation Management si presenta come un lavoro da considerare con attenzione, ma certamente non impossibile da affrontare. L’importante è considerare che quello che accade OGGI, avrà certamente influsso sulla reputazione di DOMANI, e quindi valutare con attenzione come affrontare ogni situazione.

Buon lavoro!

Personal Reputation con Slideshare

Molto spesso mi capita di parlare, soprattutto con professionisti, che lamentano la difficoltà di far emergere la propria professionalità in rete. Spesso si affidano ad un uso non mirato e pianificato di social media generalisti come Facebook, trascurando le piattaforme più legate al business come LinkedIn e soprattutto Slideshare.

Slideshare, dopo LinkedIn,  è il social network più focalizzato nel promuovere l’ambito professionale di ciascuno di noi ed è una grande opportunità per raggiungere diversi obiettivi, purtroppo però è ancora troppo sottovalutato.

Slideshare è una piattaforma simile a YouTube, ma pensato per la pubblicazione e condivisione di  diapositive in vari formati come .ppt, .pdf, Keynote o OpenDocument. È possibile caricare le presentazioni e decidere di renderle pubbliche o private, visibili direttamente sulla piattaforma o incorporate (embedded) in altri siti.

Slideshare consente a professionisti e ad aziende di:

  • Crearsi un proprio pubblico targettizzato
  • Migliorare la propria reputazione online come professionisti ed esperti di settore
  • Incrementare il traffico verso il sito web
  • Generare nuovi contatti commerciali

Naturalmente l’entità dei risultati dipenderà dalla qualità del contenuto di ogni presentazione pubblicata, ma risultati arriveranno comunque.

L’anno scorso, più di tre anni dopo essere stato acquisito da LinkedIn, Slideshare ha cambiato nome diventando LinkedIn Slideshare e migliorando la connessione tra i due social network, in modo da poter aggiungere facilmente le presentazioni Slideshare al profilo personale di LinkedIn.

Slideshare include anche funzionalità tipiche dei social network come: descrizione,  commenti, Mi piace, e valutazione.

Nel 2015 Slideshare ha registrato oltre 70 milioni di visitatori al mese e 38 milioni di utenti registrati, tanto che secondo le ricerche condotte da Social Media Examiner, Slideshare è all’ottavo posto in classifica tra i social network più utilizzati.

Slideshare in realtà ottiene 500% in più di traffico utile per il marketing B2B rispetto a Facebook e Twitter.

Slideshare, infatti, è un social network dotato di un proprio pubblico:

  • il 20% dei visitatori su Slideshare provengono direttamente da Google, perchè i contenuti pubblicati in Slideshare sono ben indicizzati da Google stesso. Le presentazioni spesso ottengono un ranking molto alto nei risultati di ricerca  e quindi aiutano moltissimo a convogliare traffico utile alla presentazione prima e al sito web successivamente.
  • Slideshare, inoltre, ha un proprio algoritmo interno di ricerca, tanto che molti utenti cercano informazioni direttamente in Slideshare.

Ottimizzare le presentazioni in fase di caricamento in Slideshare

Approfittare dell’indicizzazione delle presentazioni Slideshare in Google è un buon punto di partenza, ma lavorando su alcuni elementi è possibile incrementare ulteriormente la visibilità dei contenuti pubblicati.
Come per ogni caricamento di post sui social bisogna:

  • Includere le parole chiave più importanti all’inizio della descrizione della presentazione
  • Collegare all’account Slideshare gli altri  profili sociali aziendali
  • Inserire le parola chiave principale nel titolo della presentazione
  • Indicare nella descrizione il sito web su cui approfondire e le informazioni di contatto

Inoltre, segnaliamo che Slideshare offre anche alcune funzioni di lead generation.
Ad esempio, usando l’opzione per cui le persone possano scaricare solo la presentazione dopo aver lasciato il loro indirizzo di posta elettronica, genera una lista di nuovi contatti commerciali.

Non pensate di dover creare un numero illimitato di presentazioni con un numero infinito di diapositive. Non è necessario! Le analisi hanno mostrato che le presentazioni più lunghe non sono quelle che generano migliori risultati. Una presentazione di 10 slide ben fatte può generare un gran numero di contatti!

Slideshare di 39Marketing

Aspettiamo le tue domande su come usare al meglio Slideshare!

Il #buongiorno di 39Marketing – 15 – il risveglio del Content Marketing

Sabato 7 maggio


Venerdì 6 maggio


Giovedì 5 maggio


Mercoledì 4 maggio


Martedì 3 maggio


Lunedì 2 maggio

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Il #buongiorno di 39Marketing – 14 – il risveglio del Content Marketing

Sabato 30 aprile


Venerdì 29 aprile


Giovedì 28 aprile


Mercoledì 27 aprile


Martedì 26 aprile

 

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Scrivere online: giornalismo e content marketing. Incontro con Peter Gomez

Il 7 maggio si è svolto a Milano il Corso dal Titolo “giornalismo in rete – scrittura per il web” tenuto da Peter Gomez, direttore della testata IlFattoquotidiano.it

Il Corso, organizzato a Milano nell’ambito del Progetto Il Fatto SocialClub, dalla scuola di formazione Emiliano Liuzzi, è stato davvero molto interessante e una volta di più ha mostrato come Giornalismo e Content Marketing abbiano molti punti in comune.

Peter Gomez, avendo intuito già anni fa che il giornalismo in rete sarebbe stato il futuro della professione, è oggi un importante esperto di comunicazione online e di giornalismo d’inchiesta e in questo caso aggiungiamo docente perfetto nella capacità di raccontare attraverso esperienze reali.

Scrivere Notizie e Scrivere per promuovere un’azienda, un prodotto o una persona cosa hanno in comune?
Raccontare un contenuto, informare, catturare l’attenzione e talvolta suscitare una emozione.

Tante le riflessioni emerse durante l’incontro, ma certamente la principale per chi si occupa di Content Marketing, è che il giornalista, così come l’autore di testi marketing, nella produzione dei contenuti per la rete debba essere consapevole di come funzioni la comunicazione online, delle opzioni possibili offerte dagli strumenti tecnici (editor Html e Cms), delle modalità con cui si crea il traffico in rete e si ottiene l’indicizzazione.

La padronanza del mezzo tecnico, con cui produrre e diffondere i contenuti diventa, quindi, fondamentale, tanto quanto il contenuto stesso, che altrimenti rischia di rimanere isolato e “sterile”.

Il contenuto non è più l’unico aspetto da gestire, ma è l’insieme di ciò che il contenuto stesso produce: l’impaginazione, la diffusione, la lettura compresi i commenti e le interazioni che esso produce e innesca.

La lezione di Peter Gomez non si è fermata a riflessioni teoriche, ma è scesa anche in dettagli operativi, semplici ma assolutamente utili, da condividere con voi lettori di ContentHUB.

Il contenuto delle notizie deve rispettare alcune regole fondamentali per riuscire ad essere efficace

  • Ogni pezzo dovrebbe esprimere un solo concetto, per non mettere a dura prova l’attenzione del lettore
  • Teoricamente ogni riga del contenuto dovrebbe esprimere “una notizia”, cioè essere di interesse per il lettore da non sommergere da aggettivi e frasi inutili
  • Utilizzare frasi corte con pochi aggettivi e pochissime subordinate. Se questa era già una regola d’oro per la scrittura di testi su carta stampata, per il digitale dove la lettura è più difficile diventa una norma ancor più vera
  • Non esistono indicazioni fisse per la lunghezza di un post, di un articolo e di un testo in generale. La lunghezza giusta è, secondo la regola del buon senso, quella “giusta per dire tutto”
  • Nella stesura dei contenuti è possibile che siano necessari link di approfondimento di singoli aspetti o termini. Un bilanciamento corretto nel rapporto numero di link / testo scritto può essere: in uno scritto di 3500 battute massimo 3 link esterni
  • Il post deve avere struttura piramidale: un attacco che indichi il “Chi, Cosa, Come, Quando, Perché” e un successivo sviluppo in dettaglio.
  • Lo stile di scrittura deve certamente essere brillante per mantenere l’attenzione, ma prima di tutto deve essere chiaro e comprensibile anche per i “non addetti ai lavori”

Rendere chiaro qualsiasi argomento è il compito del giornalista, ma anche del content marketer

  • Per ottenere il massimo da un Contenuto, l’ideale è scriverlo e poi lasciarlo decantare per qualche minuto, riprenderlo a mente fredda e correggerlo leggendolo ad alta voce.
  • Compito di chi scrive è dare valore al contenuto, elevandolo dalla semplice Informazione che sostanzialmente significa proposta di news accessibili a tutti, aggregate in modo acritico, al giornalismo, in cui si riesce a far emergere quel “qualcosa in più” che non è a disposizione di tutti. Non si tratta di essere grandi autori ma semplicemente aggiungere informazioni a complemento. Anche quando si prendono notizie dalle Agenzie è importante rielaborarle e arricchirle sfruttando altre fonti e gli archivi di notizie
  • Il Contenuto può essere una notizia, per sua natura vera se si sono controllate le Fonti, oppure una opinione. Sul fatto che la rete sia il paradiso degli opinionisti credo che siamo tutti d’accordo, importante è saper come comunicare le proprie opinioni in modo che siano efficaci: pensare alla struttura del testo che includa già le obiezioni prevedibili e le smonti in modo preventivo.

Cosa ne dite? Siete d’accordo con noi che giornalismo e content marketing siano attività simili che nascono dalla curiosità dell’autore, dalla capacità di scrivere e raccontare in modo semplice un argomento anche complesso, di suscitare attenzione e interesse, di creare un legame di fiducia con il lettore?

Guest Post Blogging la migliore forma di Content Marketing

Buona settimana!

Oggi ti invito a navigare dal Blog verso il mio nuovo post pubblicato su ContentHUB dedicato ala Guest Post Blogging, una delle principali attività del Content Marketing e della condivisione di contenuti di valore.

Spero chi piaccia e ti faccia venire qualche idea interessante Leggi Tutto

Il #buongiorno di 39Marketing – 13 – il risveglio del Content Marketing

Domenica 24 aprile


Sabato 23 aprile


Venerdì 22 aprile


Giovedì 21 aprile


Mercoledì 20 aprile


Martedì 19 aprile


Lunedì 18 aprile

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Marketing Online: scegliere un’agenzia o un team esterno?

Che l’azienda sia nuova (startup), o sia in crescita, o debba essere “reinventata” dal punto di vista della comunicazione, ha bisogno di pensare a come promuoversi in modo efficace, misurabile e professionale.

La scelta è fare tutto in casa o coinvolgere un’agenzia?

Ecco i lati positivi dello scegliere una agenzia esterna:

1) Non è necessario assumerla, formarla e controllarne l’attività in modo continuo
Uno degli aspetti più dispendiosi in termini di tempo nell’assumere un collaboratore interno sono la selezione, la formazione e la riorganizzazione del lavoro, (gli ultimi due aspetti sussistono anche affidando la comunicazione ad un dipendente già in azienda). Alcune aziende spendono mesi sul processo di formazione di un solo collaboratore.
Con un’agenzia, è tutto un altro rapporto. La fase di selezione è più semplice, non c’è formazione né la gestione operativa quotidiana. In questo modo le risorse interne sono libere di seguire altri aspetti importanti dell’attività aziendale!

2) Si risparmiano un sacco di soldi
Una delle prime domande che gli imprenditori chiedono quando si cerca di stabilire se scegliere un’agenzia o un team in-house è: “Qual è la differenza di prezzo?” Scegliere un’agenzia è molto meno costoso. Costi del personale e costi di strumenti per realizzare le attività di marketing sono a carico dell’agenzia, non dell’azienda!

3) Si può contare su un team di professionisti esperti e formati
Se si decide di assumere un’agenzia, non si avrà a propria disposizione un solo esperto, ma un team di professionisti specializzati nelle diverse aree del marketing digitale!

Se l’assunzione di un’agenzia è interessante per la tua attività e la tua valorizzazione sul mercato, sceglila con cura, assicurati di sapere quali domande porre e cosa cercare in una società di marketing digitale per trovare il partner giusto per il tuo business.

www.39marketing.it

Google AdSense: monetizzare i vostri contenuti

Quanti decidono di mettere nero su bianco i propri pensieri, le proprie esperienze e le proprie idee in blog e siti? Tanti!

Quanti siti, blog e canali Video diventano famosi e con un grande seguito? Tanti!

Ecco perché da autori si può facilmente diventare anche editori e ospitare pubblicità sui propri siti e blog.

Google AdSense è in assoluto lo strumento più facile da usare.

Nato oltre 12 anni fa, è ancora una delle opzioni migliori e più affidabili per monetizzare il proprio successo e la popolarità in rete.
AdSense è ancora, nonostante la concorrenza, un vero colosso della pubblicità online, capace di genere enormi vantaggi a chi decide di usarla sia come inserzionista che come editore.

5 validi motivi per ospitare annunci Google AdSense nel proprio sito o blog

1 – Sfrutta il tuo pubblico
Se hai capito come creare traffico verso il tuo sito web, allora sei già sulla strada della monetizzazione online.
Potrete che tipo di annunci ospitare e sarà Google AdWords a pubblicare pubblicità relative ai temi trattati nel sito, dunque un servizio non invasivo per voi come autore e per i lettori.

2 – Se vuoi ospitare annunci sponsorizzati scegli la rete Google AdSense: è il meglio
Come ha confermato ancora recentemente il Wall Street Journal: La spesa globale per gli annunci digitali ha superato i 170 miliardi di dollari nel 2015: Google ha gestito il 55% di quella spesa.
Questo significa che Google gestisce le CPC (cost per click) migliori per garantirsi entrate interessanti e promuovere gli annunci con migliori potenzialità di conversione (di click).

3 – Se vuoi testare l’impatto degli annunci puoi fare degli esperimenti
Ci sono molte funzionalità di Google AdSense da provare per evitare errori. Il posizionamento degli annuci, il numero il tipo di inserzionisti e di messaggi da accettare, ecc.

4- Content Marketing e Indicizzazione Google
In base agli annunci che Google AdSense deciderà di pubblicare sul tuo sito comprenderai la profondità con cui Google lo abbia indicizzato e classificato.
Una verifica importante per migliorare il tuo programma di content marketing.

5- E’ lo strumento leader e in sviluppo continuo
Google grazie alla raccolta dati delle ricerche e delle navigazioni online con Google Chrome ha i migliori dati e le migliori risorse per gestire la pubblicità contestuale in modo preciso e orientato al lettore.

Non stiamo sostenendo che siano guadagni facili, ma Google AdSense è un interessante strumento di remunerazione per coloro che gestiscono siti di news online o blog e siti personali in cui la pubblicità possa essere vista come contenuto complementare interessante (e non invadente) per il pubblico di lettori.

Cosa ne pensate?

Il #buongiorno di 39Marketing – 12 – il risveglio del Content Marketing

Domenica 17 aprile


Venerdì 15 aprile


Giovedì 14 aprile


Mercoledì 13 aprile


Martedì 12 aprile


Lunedì 11 aprile

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Il Content Marketing e le Google AdWords

Dynamic Search Ads

Forse non tutti sanno che, diversamente dalla maggior parte degli annunci di testo, mirati alle ricerche per parole chiave, esiste la possibilità di impostare le Google AdWords per contenuto, usando le Dynamic Search Ads nella rete di ricerca.

Le Dynamic Search Ads in pratica creano in automatico annunci basandosi sulla scansione dei contenuti dell’intero sito web da promuovere o di specifiche pagine selezionate, a cura dell’algoritmo di Google.

Questo significa che non c’è bisogno di creare elenchi di parole chiave, annunci ad effetto o landing page specifiche, ma è sufficiente curare i contenuti del sito web per offrire informazioni di valore, interessanti e consistenti.

In questo modo il posizionamento organico e quello a pagamento tendono a convergere in un unico obiettivo: la visibilità nei primi risultati di ricerca sfruttando l’algoritmo di Google capace di indicizzare i contenuti e proporre i migliori per ogni ricerca.

Chi dovrebbe usare le Dynamic Search Ads?

  1. Tutte le aziende che hanno già investito sul content marketing o lo stanno facendo e che quindi hanno siti web ricchi di contenuti potranno avere risultati migliori usando le Dynamic Search Ads.
  2. Tutte le aziende che hanno siti con contenuti in evoluzione lenta, ad alto valore informativo e non focalizzati sulla vendita online.
    E’ necessario infatti dare il tempo a Google di indicizzare con cura i contenuti, ecco perché devono essere stabili.

Quali i vantaggi nell’usare le Dynamic Search Ads?

  1. Certamente uno dei principali vantaggi è la semplicità nella creazione delle campagne per cui non sono necessari elenchi di parole chiave e relativi gruppi di annunci
  2. Aggiornamento dei contenuti delle campagne al variare i contenuti del sito web
  3. Creazione di annunci rilevanti, con titoli generati dinamicamente con le parole chiave migliori per rispondere alla ricerca del potenziale lettore. Quando la ricerca di un cliente è rilevante rispetto ai contenuti del sito web, Google genera in modo dinamico l’annuncio con un titolo pertinente e interessante, con un numero di caratteri anche leggermente superiore agli annunci di testo standard.
  4. Le Dynamic Search Ads possono aiutare a ottenere ulteriore traffico e interesse, promuovendo il business verso un pubblico più ampio di quello raggiungibile con una campagna di targeting per parole chiave.

Nelle Google AdWords, quando si entra nell’asta per guadagnare visibilità, il ranking di un annuncio Dynamic Search Ads è determinato nello stesso modo degli annunci basati su parole chiave. Si basa su l’offerta per il costo per clic (CPC) impostato e sul punteggio di qualità.
Infine, anche gli annunci Dynamic Search Ads possono essere arricchiti dalla funzione presente in Google AdWords Estensioni Annuncio per dirigere il traffico su pagine specifiche.

Un’occasione di più per verificare come il Content Marketing sia una strategia efficace a 360° per la promozione a pagamento e per quella organica o per merito.

Cosa ne pensate?

Il #buongiorno di 39Marketing – 11 – il risveglio del Content Marketing

Domenica 10 aprile


Sabato 9 aprile


Venerdì 8 aprile


Giovedì 7 aprile


Mercoledì 6 aprile


Martedì 5 aprile


Lunedì 4 aprile

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9 elementi essenziali che ogni strategia di content marketing dovrebbe includere:

Quali sono gli elementi fondamentali per un piano ragionato di Content Marketing?

Vediamoli passo a passo

1) Obiettivo: Perché creiamo contenuti di marketing? Che cosa vogliamo ottenere?

Si dovrebbe essere sempre chiari con se stessi su ciò che si vuole raggiungere ogni qual volta si crea un contenuto. Ecco perché bisogna anche pensare a come poter misurare in modo oggettivo, numeri alla mano, se lo si è raggiunto o meno.

2) Destinatari: A chi scriviamo?

Identificare il vostro cliente tipo con gli attributi come ruolo nella società, responsabilità, età, interessi, predisposizione alla ricerca in rete di informazioni.

L’identificazione del gruppo target è spesso sottovalutato, e si finisce per pubblicare fantastici contenuti rivolti ad un pubblico assolutamente sbagliato e per questo poco sensibile. Ecco perché talvolta i risultati del content marketing sono pochi e di bassa qualità.

3) Definiamo la storia: come possiamo raccontare il nostro contenuto?

Quale trama della campagna di content marketing possiamo creare? Stiamo aiutando i (futuri) clienti con white paper relativi al nostro argomento “forte”? Stiamo condividendo testimonianze, studi di casi riguardanti il ​​prodotto? Questi sono solo esempi, per ogni contenuto dovremo trovare il formato migliore per poterlo esprimere e per essere interessanti per il target tipo.

4) Il contenuto e i formati giusti: che tipo di content marketing ci serve? Immagini, Video, Testi?

Dipende molto dagli argomenti che trattiamo e dal tipo di target a cui scriviamo, dal budget disponibile e dagli altri canali di comunicazione che usiamo.

5) Creiamo attività di Content Marketing per ogni fase del processo di acquisto di un potenziale cliente.

Il Piano di Content Marketing serve proprio a verificare di creare informazioni utili a interessare, convincere, convertire lettori in contatti commerciali, a produrre materiali utili ad accorciare il processo di decisione prima dell’acquisto, e a mantenere fedele il cliente acquisito attraverso un approccio di social customer care.
Il content marketing deve coprire i tre momenti: consapevolezza, valutazione, acquisto

6) definiamo e condividiamo il piano (calendario) di content marketing

La qualità conta sicuramente nell’attività di marketing digitale, ma la frequenza regolare nella pubblicazione e diffusione di nuovi contenuti è altrettanto importante.

Infine, il piano di contenuti deve aiutare a controllare di creare contenuti su tutti gli argomenti chiave e dedicati a tutti i target di riferimento e alle varie fasi del processo di acquisto.

Condividere il calendario editoriale aiuta i colleghi a segnalare nuovi argomenti e a fornire in tempo le informazioni necessarie.

7) Organizziamo la distribuzione dei contenuti pubblicati

Creare contenuti senza pianificarne la distribuzione è come servire a tavola il pranzo domenicale dimenticando di chiamare i commensali…..tanta fatica per nulla!

Ci sono molti modi per diffondere i contenuti prodotti e pubblicati: i social network, i siti di news online, la pubblicità a pagamento, l’e-mail marketing.

L’importante è che da più fonti si arrivi al vostro contenuto pubblicato sul sito web o sul blog, ad esempio.

Ogni tipologia di contenuto avrà la sua forma di diffusione specifica, da provare e migliorare di volta in volta.

8) Misuriamo il successo e i risultati

Misuriamo tutto e utilizziamo i risultati per regolare e ottimizzare la strategia, passo a passo.

Una buona strategia, non è mai per sempre. Troppe cose cambiano come i canali di distribuzione, gli interessi del pubblico, e la reputazione e la posizione del nostro marchio nel mercato di riferimento. Mai accontentarsi dei risultati raggiunti, c’è sempre qualcosa da fare di meglio per ottimizzarli.

9) Siamo coerenti e perseveranti

La mia idea è che molte delle aziende che sono scontente dei risultati ottenuti con il content marketing dipenda dal fatto che si aspettano di ottenere tutto subito.
Teniamo sempre a mente, che il successo nel content marketing dipende in gran parte da persistenza, pazienza, e coerenza nella proposta di contenuti originali, di valore e qualità. Realisticamente le campagne di content marketing di successo a volte necessitano di mesi per raggiungere i risultati desiderati.

E voi cosa ne dite?

I dati che contano nel Content Marketing

La differenza tra webcopywriter e content marketer? La cura nella raccolta e nella analisi dei dati dei risultati ottenuti.

Quali sono i dati da raccogliere e monitorare? Dipende dagli strumenti di content marketing digitale che usate.

Di seguito una chiarissima infografica realizzata da Curata Marketing Sofwtare.

 

 

Cosa ne dite? c’è tutto?

Buon lavoro!

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