I miglioramenti e le difficoltà di Google Enhanced Campaign


google_adwords
Abbiamo già parlato dei cambiamenti introdotti da google nelle campagne  AdWords, chiamate Google Enhanced Campaign o campagne Google Potenziate .

In breve: se hai già attiva una campagna Google Adwords dovrai migrare alle nuove funzionalità e ai nuovi parametri entro metà anno, se non hai in corso una Campagna Adwords sappi che comunque le novità impattano molto su come siamo stati abituati in passato a  impostare le campagne.

I miglioramenti e le difficoltà di Google Enhanced Campaign

Tutto in un’unica opzione

Google ha rimosso il meccanismo di opt-out dei dispositivi mobili creando di fatto attiva una campagna su tutti i supporti collegati in rete: desktop, portatili, mobili.
Non sarà più necessario creare ad hoc annunci per i dispositivi mobili, ma dalla singola campagna l’annuncio verrà visualizzato e tracciato in modo separato per poter fare analisi precise e regolazioni di offerta per i dispositivi mobili all’interno della stessa campagna come già accadeva per i desktop, i portatili, ecc. Per molti inserzionisti, non interessati alla rete mobile, questo però significherà diminuire la quantità di budget necessarie per assicurare visibilità alla campagna sulla rete desktop.

Impostazione di budget per tempo e luogo

L’unificazione della parte mobile a quella desktop ha portato ad un potenziamento della parte di impostazione di offerta diversificata per luogo e tempo. Per chi ha un business locale, soggetto alle fasce orarie (es. bar e ristoranti) la rete mobile di ricerca è importante e si potranno impostare offerte più alte o più basse in base al luogo da cui viene fatta la ricerca (più vicino o più lontano) e all’ora (es. vicino al pranzo o alla cena) per rispondere agli utenti ad un bisogno immediato e convertire meglio.

Questa diversificazione in dettaglio dell’offerta aiuta anche coloro che invece investivano solo sulle Google Adwords in rete mobile, per abbassare il numero delle pubblicazioni e dei click da desktop e portatili.

Web Analytics

Un’ultima considerazione va fatta in merito ai sistemi di tracciamento dei siti web. Molti strumenti di Analytics infatti non sono in grado di discernere se all’URL di una landing page si sia arrivati tramite PC o apparecchio mobile, l’impossibilità cioè di tracciare i dispositivi attraverso cui il sito viene visualizzato e navigato, e il sistema operativo degli stessi. Un punto chiave in più per affidarsi a Google analytics che decisamente su questo fronte se la cava benone.

E voi? Avete già migrato le vostre campagne Google Adwords alla nuova versione delle campagne Potenziate?
Avete commenti o esperienze da condividere?

E se avete bisogno di un supporto per le vostre campagne Google Adwords: comunica@39marketing.it

 

Google+ Donatella Ardemagni

Business digitali: fenomeno virtuale o realtà conclamata?

39Marketing-Assintel
Ieri ho avuto il piacere di partecipare ad un evento organizzato da Assintel Digitale, molto interessante e come imprenditore anche molto incoraggiante.
L’introduzione di Maria Grazia Mattei, responsabile del gruppo Assintel Digitale, ha sottolineato con forza come le imprese che in questo momento mostrano una piú forte vocazione digitale possano rappresentare il propulsore per l’intero sistema paese verso la modernizzazione.
Come aziende portatrici sane di innovazione e voglia di sperimentazione, le imprese digitali possono ricoprire un ruolo di trascinatori verso un futuro di rilancio economico, attraverso nuovi paradigmi e modelli di business.
In particolare sono spesso le aziende che nel passato erano già coinvolte nel settore IT che oggi mostrano maggiore attenzione al digitale e alle sue opportunità commerciali. Questo il motivo per cui sono proprio aziende di questo tipo che possono sensibilizzare le istituzioni a riconoscere le esigenze di innovazione e infrastrutture necessarie per supportare il digitale e creare la giusta attenzione affinché anche le normative si adeguino e siano da facilitatori e non da freno allo sviluppo.

L’intervento successivo é stato preparato e brillantemente illustrato da Cossimo Accoto, autore dell’ottimo libro Social Mobile Marketing edito da Igea, e collaboratore di OpenKnowledge.
Il titolo dell’intervento era già di per sé intrigante: Innovazione digitale tra spazio e codice, quando i bit tornano a casa. Lo sviluppo del ragionamento ancora di piú. Una riflessione molto acuta sul rapporto tra mondo reale e mondo digitale e di come attraverso lo scambio continuo tra queste due dimensioni stia cambiando in modo radicale la vita, la diffusione della conoscenza e la cultura sia in fase creativa che di fruizione.
La constatazione é semplice, ma molto potente: i bit non vivono in un iper spazio, come vagheggiato dai testi di fantascienza, bensí vivono e interagiscono in modo molto stretto nello spazio fisico, con lo spazio fisico.
Fino agli anni 2000 si é cercato di portare il mondo nei computer, oggi invece si é passati a portare il computer nel mondo. Cellulari, tablet, dispositivi mobili in genere viaggiano nel mondo, registrano il mondo, aggiungono informazioni sul mondo e accompagnano l’utente nella vita quotidiana e nella sua interazione con lo spazio circondante.
Quindi, non é affatto vero che il digitale distrugga lo spazio o abbatta i confini, il digitale nello spazio in cui viene vissuto, produce lo spazio stesso e lo modifica, offre informazioni nuove, completa le percezioni e accresce la conoscenza.
Lo spazio quando c’é codice digitale é in costante divenire, si modifica.
Lo spazio cambia modo di essere considerato e percepito, gli oggetti diventano computer e offrono informazioni nuove sullo spazio. Non é neppure più necessario avere la tastiera per controllare un calcolatore, ormai bastano semplici movimenti del corpo o le percezioni attraverso i 5 sensi.
I sistemi che offrono l’esperienza della realtà aumentata e la possibilità di realizzare prototipi fisici da idee digitali, grazie alle stampanti 3D, rappresentano davvero una forma avanzata di interscambio accrescitivo tra bit e atomi. Un discorso che raccoglie in parte le riflessioni di altri autori come Chris Anderson nel libro Makers.

In coda a questa parte formativa, l’incontro é proseguito con la presentazione delle competenze e delle attività di alcune aziende già impegnate a fornire servizi digitali di eccellenza.
Una serie di suggerimenti soprattutto di strumenti utili alla comprensione dei fenomeni e delle conversazioni che avvengono in rete e al suggerimento delle attività da mettere in campo per emergere e incrementare il business. Meccanismi utili per chi come noi di 39Marketing, agenzia di web marketing di Milano fornisce soluzioni di content management, attraverso la redazione di testi basati su tecniche di web copywriting adottate per stimolare relazioni commerciali.

Mi piace in particolare segnalare alcune aziende come Fabersystem, divisione Thinksmart, dedicata alla creazione di strumenti che consentono di comunicare in rete attraverso la formula dell’incentive capace di muovere le persone; e Freedata in grado di evolvere da strumento di monitoraggio e statistica a partner in grado di trasformare la social intelligence in azione di marketing digitale e social

Un’ultima considerazione: é stato bello vedere come inaspettatamente l’audience dell’incontro, cosí legato al mondo digitale e innovativo, non fosse affatto appannaggio di giovani imprenditori, nati già digitali, bensí abbia visto protagonisti parecchi imprenditori o dirigenti con una lunga esperienza sulle spalle. Voglio pensare che sia sintomo di quanto il digitale non sia solo per le future generazioni, ma abbia già trovato la sua strada anche in coloro che hanno capito quanto possa essere di supporto al business e ne possa rappresentare il fattore chiave di successo. Per usare l’espressione di uno dei partecipanti all’incontro: oggi ROI significa Risk of Inaction.

Rischia chi non comprende che il mondo e i modelli di business stanno cambiando grazie al digitale. L’errore più grosso è abbandonarsi alla miopia e non muoversi per trovare la propria strada in questo flusso in evoluzione.

Web marketing, E- mail marketing per gli eventi

web marketing per eventiUna campagna di comunicazione online basata su web marketing SEO, article marketing, sito web e blog aziendale, il tutto unito con inviti spediti con l’e-mail marketing porta al successo….di sicuro!

Volete un esempio?

MECSPE 2013: stand OPEN MIND società di sviluppo software per la programmazione delle macchine a controllo numerico per produzione meccanica.

Lo stand che sta raccogliendo il maggior numero di visitatori grazie certamente alla qualità dei software e dell’assistenza fornita, ma anche del lavoro capillare e continuativo fatto sui media online. Siamo stati in grado di attirare e coinvolgere tantissimi operatori professionali, a dimostrazione che il web anche in ambito b2b ha il suo valore per il marketing.

Date una occhiata al post pubblicato oggi sul Blog aziendale MilleCADCAM: a fiera ancora in corso…giusto per sostenere le visite anche di oggi e domani!

Buona lettura e se avete bisogno di un supporto web per i vostri eventi: comunica@39marketing.it

Google Plus non è più una novità … è una certezza per il web marketing

Google+I post in cui si parla di SEO e social media sono in assoluto i più seguiti di questo blog. E questo conferma che la comprensione di quanto i social possano essere parte integrante del piano di comunicazione online si stia facendo largo tra gli imprenditori anche delle PMI.

C’é però purtroppo ancora una scarsa comprensione di come usarli e soprattutto di quali scegliere come più adatti per raggiungere il proprio target.

In particolare Google Plus é il social network meno capito e meno utilizzato in Italia, e questo è un grosso problema.
In realtà io insisto molto affinchè venga inserito tra i social network scelti, perché non sono l’unica a pensare che

Google Plus non sia una scelta, ma una necessità, strategica per completare un progetto SEO.

Se non fosse chiaro immediatamente, uno dei motivi principali che spingono ad usare Google Plus, naturalmente é che si tratta di una piattaforma proprietaria Google che per sua stessa essenza é direttamente collegata alle funzionalità del motore di ricerca.

Google Plus funziona come Facebook: una bacheca legata ad un account personale, aggiornamenti di stato, collegamenti reciproci in cui le modifiche di stato vengono pubblicate sulle bacheche dei contatti, offre la possibilità di creare Pagine Aziendali collegate all’account personale, Google Plus in piú offre una piattaforma di video conferenza molto semplice e potente (fino a 8 persone connesse  insieme), direttamente collegabile con il canale youtube per fare delle webcast e pubblicarle immediatamente online (Google hangout).

Esattamente come in Facebook é importante che il bottone iLike sia accanto ad ogni articolo di sito o post di blog per la condivisione in rete, lo stesso vale per il bottone +1

La possibilità di raccogliere i +1 per i propri contenuti online é esattamente l’obiettivo SEO principale, cardine di una strategia di content curation.

 Google +1Gli algoritmi dei motori di ricerca é certo che sono ormai molto sensibili alle analisi di quanto accade anche nei social, per Google Plus é ancora piú vero. Vediamo perché.

Quando ciascuno di noi clicca su un +1 accade che Google registra la nostra preferenza e ne fa un duplice utilizzo:
– memorizza l’informazione per affinare le nostre future ricerche e migliorare così la nostra user experience
– sfrutta le nostre preferenze per condividerle con i nostri contatti e di riflesso le utilizza come referenza positiva per migliorare la visibilità dei contenuti nei risultati delle ricerche di altri utenti

Google Plus é davvero un valido alleato SEO, investite tempo anche voi su questa piattaforma social.    

Vuoi provare? Comunica con 39Marketing realizziamo insieme facilmente la Pagina Google Plus per per tua azienda e definiamo come sfruttarla al meglio!

Google+ Donatella Ardemagni

Marketing e comunicazione B2B sui Social Media: ora si deve fare!

Social Media MarketingMolte aziende nel settore B2B stanno ancora evitando di inserire i social media nei piani di comunicazione, chiedendosi se ne valga la pena e se abbiano da dire qualche cosa ai propri clienti in un contesto del genere.
I social media vengono ancora percepiti come luoghi di incontro virtuale legati ad una sfera personale e non professionale.
In realtà è già da tempo che anche attraverso i social network le persone si scambiano esperienze anche relative al mondo del lavoro e alla scelta di prodotti, servizi e fornitori.

La condivisione delle esperienze in rete è realizzata soprattutto grazie ai social, proprio come tempo fa accadeva quando si andava ad una fiera e si iniziavano conversazioni e relazioni tra professionisti.

Le fiere si sono sempre fatte, senza avere la possibilità di misurare esattamente che incidenza avessero sulle vendite, con l’obiettivo di fare pubbliche relazioni e apparire sul proprio mercato di riferimento.
Lo stesso meccanismo si applica oggi per LinkedIn, Twitter, Google Plus, blog aziendali e forum: si tratta di offrire modi e strumenti per dialogare, aprire relazioni, scambiare impressioni ed emozioni.
Una occasione per influenzare il mercato e comunicare le proprie idee in modo differente.
È per questo che i social media stanno guadagnando terreno rispetto a fiere e seminari nei piani marketing anche delle aziende B2B, perché riescono a portare le informazioni presso gli interessati, senza pretendere che siano essi a venire da noi.

Alcune statistiche prese in rete, anche se non relative alla sola Italia:

Il 25% delle aziende B2B dichiara di aver usato anche LinkedIn per decidere sull’acquisto di prodotti e servizi industriali.

Il 12% trova utile leggere le opinioni sui forum prima di acquistare nuovi prodotti

In breve, i social media non sono altro che un nuovo e aggiuntivo strumento di marketing con cui costruire in modo rapido ed efficace maggiore consapevolezza e reputazione della propria azienda e dei propri prodotti.

La strategia attraverso i social media deve rispondere a tre domande fondamentali:

1)      Quali sono gli obiettivi di business e le opportunità che voglio cogliere?

2)      Chi sono i pubblici che voglio raggiungere?

3)      Qual è la piattaforma di social network che meglio mi aiuta a raccogliere e  trasmettere i miei contenuti aziendali e farli arrivare al giusto target di lettori?

Un caso di studio: CaseClasseA

Si consideri  una società di costruzione di case ecosostenibili, realizzate secondo rigorosi criteri KasaKlima per l’efficienza energetica.
Dopo aver fatto molti investimenti per acquisire tutte le competenze e aver realizzato le prime unità abitative, l’azienda ha deciso di iniziare una massiccia attività di comunicazione via web attraverso il sito internet (su piattaforma wordpress) e un blog dedicato, oltre che alla pagine facebook, linkedIn, ecc

In particolare sul blog ha iniziato la pubblicazione continuativa di storie di successo, esperienze fatte nella realizzazione di queste case, mostrando passo passo i benefici ottenibili e già ottenuti. Ora l’azienda è riuscita a ricavare una propria nicchia di leadership nel territorio di interesse (la Lombardia) grazie anche a questa attività di comunicazione online e rappresenta un punto di riferimento sia come fornitore di soluzioni edilizie che come centro di formazione di nuove generazioni di progettisti e architetti.

Conclusioni?

Un efficace programma di social media è necessario e porta grandi risultati, ma è uno strumento.
Quello che ci sta a monte è la competenza e la decisione strategica di usare con continuità questa competenza per parlare a coloro che stanno cercando soluzioni simili in modo autorevole.

Cosa deve fare una azienda? Valutare la propria strategia di comunicazione online sui social media e laddove non abbia tutte le competenze interne necessarie o laddove i risultati stentino ad arrivare, confrontarsi con una agenzia di web marketing come 39Marketing in grado di impostare e gestire piani media efficaci e sintonizzati sugli obiettivi aziendali. Comunica con 39Marketing

Google+ Donatella Ardemagni

Vantagio SEO dato dai social network

SEO_certified_professionalUna delle tendenze più forti nel content marketing degli ultimi anni è stata la ricerca continua dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO), realizzata attraverso lavori sul codice e sui testi pubblicati sui siti web.

Parallelamente iniziavano a farsi avanti i social media, un ambiente verso cui molte aziende si sono dirette, ma con un approccio e una strategia non coordinata con le attività SEO realizzate sul sito web.

Paradossalmente i vantaggi maggiori offerti dai social network in termini di visibilità li hanno avuto proprio quelle aziende che si sono dedicate fin da subito alla content curation solo sui social , perché impossibilitate a lavorare sui siti web aziendali, vuoi perché costruiti con cms troppo complessi o perché “ingessati” dalla capogruppo estera.

Ora però tutti si rendono conto che il potere delle connessioni sociali e del marketing relazionale, che si può realizzare attraverso i social, hanno un valore molto importante sia per la customer retention (mantenimento della clientela acquisita) sia per la lead generation (generazione di nuovi contatti commerciali)

E allora come recuperare il tempo perduto?

Come sfruttare il vantagio SEO che i social network possono dare? 

1)      Fase proattiva

  1. Scrivere, scrivere, scrivere inserendo informazioni utili, tecniche o emozionali, ma pensate dal punto di vista del lettore, perché siano interessanti. Aggiungere racconti sulla “storia quotidiana” dell’azienda. AI lettori piace leggere racconti di persone
  2. Inserire immagini, che già dal nome del file stesso servano per essere riconoscibili e rintracciabili in rete
  3. Tenere sulla scrivania sempre l’elenco delle parole chiave selezionate e su cui si sta investendo in termini di visibilità e che servono come base per la misurazione stessa del ROI della comunicazione online e dei social

2)      Fase reattiva

  1. Leggere in rete le idee degli altri, opinion leader o concorrenti che siano per capire “cosa si dice in giro”.
  2. Contribuire in rete, sui social gestiti da altri,  con il proprio punto di vista, inserendo commenti e proposte. Questo fornirà un substrato di back link qualificati che aiuteranno a crescere in visibilità il vostro sito web o i vostri social

Si tratta di una serie di attività che vanno eseguite con costanza e continuità, per questo ritenute da molte aziende onerose. E’ però doveroso dire che si tratta praticamente dell’unica modalità duratura, “onesta” e a zero investimenti promozionali per arrivare ad ottenere una visibilità organica in rete sui motori di ricerca.

Naturalmente ci sono strumenti informatici e professionisti che possono supportare le aziende in questa attività, come 39Marketing agenzia di web marketing.

E voi come state sfruttando i social media per aumentare la visibilità in rete della vostra azienda? Quali aspettative avete sui social media e il posizionamento sui motori di ricerca? Lasciate un commento!

 

Google+ Donatella Ardemagni

Lettura suggerita: http://assistsocialmedia.com/seo-and-social-media-strategy/

Impatto della comunicazione Online sulle vendite offline

ROITorniamo sul tema di come calcolare il ROI dei social media e della comunicazione online e di come valutare effettivamente i risultati del marketing digitale sulle vendite.

La misurabilità è l’esigenza principale di ogni marketer digitale. Negli anni gli strumenti di misurazione si sono evoluti dagli Ad server, ai pacchetti di web-analytics fino agli ultimi sistemi di analisi del comportamento e dei risultati disponibili, molto costosi, e in fin dei conti poco soddisfacenti, vediamo perché.

In assenza di un metodo e di una unità di misura standard, la proliferazione di metriche e misure per ogni campagna è stata grande. Inoltre, visti i numeri ancora esigui degli acquisti online, il vero target non è la misurazione fine a se stessa, bensì la misurazione degli effetti che le campagne  online hanno in real time sulle campagne e gli obiettivi marketing  offline, siano di brand o di vendita.

In sintesi crediamo che la sfida principale sia questa:

Come si fa a dirigere anonimi comportamenti online in modo da generare più vendite e come si fa a misurare tali comportamenti in risultati tangibili e verificabili per una corretta valutazione delle attività?

Ecco alcuni semplici passi possono aiutare a mettere in relazione risultati di vendita offline e statistiche di marketing digitale.

  1. Misurare vendite offline
    Porre maggiore attenzione sulla provenienza dei nuovi contatti o sui motivi del ritorno di già clienti. Una attività da realizzare ponendo in atto strumenti di rilevazione come numeri dedicati, coupon o schede di registrazione specifiche, ma anche sensibilizzando la forza vendite, nel colloqui con il cliente a chiedere anche questo tipo di informazioni.
  2. Focus sul mercato di provenienza degli acquirenti
    Il marketing digitale è certamente in grado di stimolare utilizzatori andando a colpirli per similitudine di comportamento di acquisto o di metodo di ricerca di informazioni prima di un acquisto. Analizzare se in un determinato periodo  di tempo le nuove vendite vengono realizzate su clienti appartenenti a medesimi settori di attività consente di valutare l’esito di campagne online mettendo in relazione il target con le piattaforme in cui si è comunicato maggiormente.
  3. Analisi dei mercati target
    La statistica aiuta a rintracciare i propri mercati di riferimento, cioè quelli in cui si ha il maggior numero di clienti attivi, e i mercati obiettivo, cioè quelli in cui si vorrebbe riuscire a vendere un maggior numero di prodotti. Sono dati essenziali, che conviene reperire con attenzione, all’interno delle informazioni di vendita che in azienda ci sono (strutturati in un sistema gestionale, o al’interno dei fogli excel dei commerciali J)
    Stabiliti questi profili di acquirenti organizzare campagne di comunicazione online specificamente mirati a “parlare” con queste persone e sui media utilizzati da loro per informarsi o per essere in rete.

Conclusioni

Come abbiamo già detto in post precedenti sul calcolo del ROI nei social media, è necessario evitare il procedimento di misurare o valutare la comunicazione online slegata dal resto delle attività promozionali. Conteggiare click, ILike, o Retweet non ha particolare senso se poi questi non vengono messi in relazione con il fatturato generato.

Questo è ancora il momento in cui il marketing digitale deve essere al totale servizio del marketing tradizionale offline. Anche per le PMI che hanno budget limitati per la promozione e si stanno dedicando principalmente alla comunicazione online è necessario che continuino a valutare ogni attività attraverso i criteri suggeriti prima, strettamente legati ai dati di vendita.

Commenti? Avete altre esperienze da condividere?

Google+ Donatella Ardemagni

LinkedIn per nuovi contatti commerciali? SI, certo

LinkedinLinkedIn è in assoluto il social network preferito per attività che coinvolgano il business e il settore del lavoro.

Sempre più le ricerche di personale, di nuovi contatti commerciali, fornitori e partner avvengono anche all’interno di LinkedIn e quindi diventa necessario sapere come maneggiarlo al meglio e cosa pubblicare per valorizzare la propria offerta.

La premessa necessaria e doverosa è di ricordare a tutti il valore del Personal Branding, che in LinkedIn può essere svolto con successo a patto di ricordare sempre che tutto ciò che LinkedIn pescherà in rete su di voi (come tutti gli altri social e i motori di ricerca) rimarrà a futura memoria…a disposizione di tutti!

Entriamo ora nel vivo dell’argomento:

ecco alcuni suggerimenti per usare bene LinkedIn

# 1: anche in LinkedIn aggiornare lo status frequentemente e in modo coerente

Solo un terzo dei membri di LinkedIn in realtà vista con continuità e almeno tre volte la settimana il proprio profilo e la dashboard delle attività. In realtà è facile vedere come coloro che sono più assidui appaiono immediatamente ogni volta che voi accedete al vostro profilo: questo è il modo sottile ma efficace per costruire l’influenza sulle tue connessioni di rete.

Aggiornare lo status, aggiungere prodotti o servizi sulla pagina azienda, partecipare alle conversazioni nei gruppi consente di aumentare la propria visibilità in modo concreto.

Se si effettua l’impegno a diventare più attivi nella rete, si ha una reale opportunità di brillare! Ci vuole tempo e costanza ma il risultato è assicurato, in termini di nuove relazioni e opportunità di business.

# 2: connessioni tra LinkedIn e altri social network

Perseguendo la strategia di pubblicare con continuità argomenti e informazioni di valore su corporate blog, direct e-mail, anche l’aggiornamento dello status su LinkedIn sarà molto più facile.

E’ infatti possibile creare degli automatismi per cui ogni contenuto immesso in rete possa essere ri-lanciato anche su LinkedIn nello spazio dello status.

Attenzione però a collegare account in cui si parli davvero di lavoro e non di vita privata, per evitare di annoiare le vostre connessioni con informazioni poco rilevanti e …. Troppo personali!

Ricordate che con Mail Up è possibile condividere, in modo automatico,  nello Status anche i contenuti delle DEM e delle newsletter prodotte, per la massima diffusione delle informazioni.

# 3: essere sociali e socievoli in LinkedIn

Ci sono tanti modi di interagire il LinkedIn come condividi e commentare gli aggiornamenti delle connessioni di primo, di secondo e terzo grado, almeno una volta al giorno, inviare inviti a connettersi ad almeno una persona nuova al giorno, avviare o partecipare a discussioni nei gruppi  LinkedIn nel corso delle settimane.

Bisogna anche saper scegliere il momento giusto: gli studi hanno dimostrato che i membri di LinkedIn sono più attivi nel pomeriggio e più propensi a utilizzare il sito mobile la sera. Con questo in mente, bisognerebbe concentrare la propria attività in questa fascia oraria.

La chiave è quello di condividere notizie, articoli e approfondimenti che sono rilevanti per le connessioni se si vuole attrarre e far crescere il pubblico giusto, dunque è giusto raccogliere le idee nella giornata e condividerle nei momenti di massimo utilizzo di LinkedIn, per aumentare le possibilità di essere visibili.

# 4: andare oltre il proprio profilo personale in LinkedIn

Ricordate che LinkedIn offre l’opportunità di creare o partecipare a gruppi tematici, in cui è possibile dare il proprio contributo e mostrare le proprie competenze in materia.

Inoltre, è possibile aprire la pagina aziendale a cui collegare le schede prodotti, le offerte, le novità, ecc…una opportunità di promozione business to business molto potente, da cogliere al volo.

# 5: pubblicità su LinkedIn

Una presenza consolidata su LinkedIn come persona e come azienda, esattamente come in Google, consente di avere delle performance migliori anche nella attività di pubblicità in LinkedIn attraverso gli annunci PPC.

Sei già su LinkedIn? lascia un commento su quanto pensi possa essere utile al business!

 

Google+ Donatella Ardemagni

Vendere di più con l’e-mail marketing

39MarketingStoria di vita vissuta la scorsa settimana, che vorrei condividere con voi per il suo valore di esempio. Il titolo potrebbe essere:

E-MAIL Marketing strumento per i venditori

Immaginate una azienda medio grande, settore industriale, con una lunga storia imprenditoriale alle spalle e un mercato con concorrenti presenti e vivaci.

La crisi economica in Europa c’è, è un fatto, ma l’azienda in questione fino ad ora è sempre riuscita a non accusare troppi colpi, grazie alla propria professionalità e ai propri prodotti. Il fatturato è costante e i ricavi stabili, dunque il management potrebbe anche non preoccuparsi di nulla, ma….

Se la dirigenza è lungimirante non si ferma a questi dati, e come nel caso del cliente di cui vi parlo, osserva attentamente i trend e i comportamenti di acquisto dei propri clienti e del mercato.

Dopo anni di attività marketing offline tradizionale, da un paio di anni ha iniziato a fare e-mail marketing con una piattaforma collegata al gestionale, usata soprattutto per promuovere gli eventi e la partecipazione alle fiere di settore e a comunicare attraverso sito web e social con frequenza.

Ha coinvolto 39Marketing come agenzia di comunicazione e e-mail marketing a fine 2012 perché si è resa conto che può fare qualche cosa di più, soprattutto con l’e-mail marketing, che al momento si dimostra il canale pubblicitario più utile.mailUp8

Dopo poco più di 4 mesi di attività di e-mailing con Mail Up, abbiamo fatto un piccolo bilancio degli obiettivi del progetto, per valutare a che punto fossimo

Mail Up si è rivelato uno strumento davvero efficace perchè:

1) facile da usare, con un mini corso di 2 ore le persone di marketing sono state in grado di utilizzare la piattaforma benissimo

2) intuitivo nella lettura delle statistiche per messaggio e complessivamente sulle performance del processo di e-mail marketing

3) strumento di vendita efficace grazie alla dettagliata reportistica, esportabile in modo completo in formato excel, relativa ai destinatari che hanno aperto e che hanno cliccato sulle singole comunicazioni.

E’ proprio su questo terzo punto che l’azienda ha manifestato la più grande soddisfazione, la possibilità di avere delle liste di potenziali clienti da far lavorare e contattare dalla forza vendite. Il tasso di conversione in vendite, grazie alle abilità delle loro persone sales è stato davvero interessante e ha segnato un

R.O.I. dell’E-mail Marketing assolutamente positivo!

39Marketing, esperti in Direct E-mail  e in Mail Up da anni, ti offriamo la possibilità di provare Mail Up per 30 giorni gratis e di partecipare ad una webcast personalizzata gratuita. Contatta 39Marketing per pianificare la tua formazione sull’E-mail Marketing! Link

Google+ Donatella Ardemagni

Web Copywriter e redattori per aggiornamento siti web aziendali e agenzie web

copywriting_2012Chi legge questo blog con continuità già sa quanto insistiamo sulla importanza di scrivere:

Contenuti di valore pubblicati con frequenza
Scritti in modo efficace, per essere chiaro e accattivante, ma anche visibile da parte dei motori di ricerca per raggiungere le prime posizioni

E allora perchè affidarsi a copywriter professionisti?

Perchè è il modo migliore per rendere efficace il sito web aziendale in breve tempo e fare in modo che sia strumento di lead generation e impulso alle vendite.

Cosa facciamo noi di 39Marketing?

Lavoriamo come web copywriter e redattori per le aziende e le web agency che non hanno al proprio interno una figura professionale specializzata nella scrittura dei testi digitali.

Siamo in grado quindi di produrre testi scritti in modo professionale, interessanti per il lettore, per trasformare i visitatori in potenziali clienti.
Le tecniche SEO che utilizziamo per ottimizzare i testi diventano la leva indispensabile per scalare posizioni nei motori di ricerca, senza comunque mai intaccare la leggibilità ed efficacia.

Affidarsi a web copywriter professionisti garantisce un vantaggio importante, per aiutare l’azienda nel lavoro commerciale verso i clienti.

39Marketing, agenzia web marketing di Milano, offre i seguenti servizi:

– Redazione di testi per siti web, blog e-mail e newsletter;
– SEO copywriting ed ottimizzazione dei testi per i motori di ricerca;
– Creazione di Article marketing o comunicati stampa online
– Realizzazione di Blog Aziendali e gestione dei contenuti secondo piani editoriali precisi
– Stesura e gestione di piani pubblicitari online per AdWords, AdSense, campagne banner, ecc
– Redazione e divulgazione di White paper, casi di successo, company profile anche in versione video

Per scoprire tutti i vantaggi di una strategia di web marketing e comunicazione online che migliori la visibilità sui motori di ricerca contatta 39Marketing: Comunica con 39Marketing

 

Google+ Donatella Ardemagni

5 segreti SEO per il dopo Google Penguin

Google modifica in continuazione i propri algoritmi di verifica e valutazione dei contenuti presenti in rete.

Le tecniche SEO devono adeguarsi continuamente per garantire visibilità organica a siti web, blog, account facebook, e tutti i social network.

Viviamo nell’era dei social media, delle strategie di link-building e della viralità dei network digitali. Per realizzare strategie di comunicazione online ottimizzate è necessario  linkare ogni piattaforma alle altre per dare il massimo dell’amplificazione ad ogni contenuto pubblicato.

Il primo segreto delle tecniche SEO di successo.

certifiedprofessional

Condividere su tutte le piattaforme online ogni nuovo contenuto pubblicato in originale su una di esse. Molti blog non sono mai riusciti a decollare proprio perché rimasti isolati dal resto della strategia di comunicazione online.


 Facebook, Google, Twitter o LinkedIn: condividete con amici e follower quello che avete da dire sula vostra attività e le vostre abilità.

Il secondo segreto SEO.

Creare contenuti che contengano link alle pagine interne del sito web e non solo alla Home Page. La tentazione di creare link sulla pagina iniziale è sempre in agguato, ma è uno degli errori più clamorosi dopo l’avvento delle revisioni Google Penguin, perché Google premia soprattutto quei link che si dirigono verso approfondimenti specifici, che difficilmente si trovano tutti in home.
Il collegamento interno è molto importante, perché è infatti lì che il contenuto specifico è presente.

Questo implica che è assolutamente necessario strutturare il sito web in modo che ogni argomento portante abbia una o più pagine dedicate su cui far puntare i link dai social e dai blog.

Il terzo segreto SEO.

Suggerimento molto tecnico, riguarda la necessità che i testi che costituiscono i back link siano differenti tra loro. Google Penguin individua immediatamente se lo stesso testo presente in siti diversi  contenga un link alle stesse pagine di un sito e di sicuro lo interpreta come una pratica sleale e costruita a tavolino, non certo come link spontanei da parte di estimatori.

Il quarto segreto SEO.

E’ una verità che vale in tutta la vita: meglio la qualità della quantità . Nel caso dei back link, la situazione ora è proprio questa: meglio pochi link ma da siti autorevoli, che tanti da siti inaffidabili.

Il quinto e ultimo segreto SEO si basa sulla CONTENT CURATION.

La tattica preferita da 39Marketing! Per essere di successo in una attività di comunicazione online ottimizzata SEO bisogna rimanere concentrati sulla produzione di contenuti che gli altri trovino interessanti da segnalare e da linkare dai propri social.

Il contenuto è, e sarà sempre, il re.

Per scoprire tutti i vantaggi di una strategia di web marketing e comunicazione online che migliori la visibilità sui motori di ricerca contatta 39Marketing: Comunica con 39Marketing

 

Google+ Donatella Ardemagni

Calcolare il ROI nel Social Media Marketing

Calcolare il ROI di un piano di comunicazione online?

Calcolare il ROI di un blog?

Calcolare il ROI di una strategia social?

Provate a dare una lettura a queste slide che 39Marketing ha pubblicato su SlideShare.
Speriamo che sia una utile indicazione di quali metriche convenga usare per valutare i risultati di una strategia social, le differenze con le metriche per calcolare il ROI delle attività non digitali e quali elementi valutare come predominanti per cogliere successi e correggere le attività, dove necessario, per raccogliere maggiori frutti.

Buona lettura Misurare il R.O.I. dei social network 

e naturalmente spero in vostri commenti e suggerimenti

Google+ Donatella Ardemagni

The Reuters Institute Digital Report 2012: facciamoci un’idea precisa sull’uso di internet per informarsi

The Reuters Institute Digital Report 2012 rappresenta in modo chiaro le modalità di  uso dei media digitali in Europa e negli Usa da parte degli utenti in cerca di news.

REUTERS

Una indagine online condotta in 5 paesi – UK, Francia, Germania, Danimarca e USA- per mostrare le dinamiche di sviluppo nell’uso dei social. Dunque non una fotografia, ma uno scenario in costante evoluzione.
In sintesi i risultati principali.
– USA e Germania sono le nazioni in cui il passaggio da informazione offline e informazione online si é completato in modo piú evidente, con 9 persone su 10 che ormai usano informarsi almeno una volta al giorno sui siti di news online
– In UK l’uso di news online é decisamente meno diffuso ed é concentrato piú sugli argomenti di gossip che sulla politica. Da non sottostimare peró anche l’uso dell’informazione digitale relativamente al business e all’economia
– il 20% in media degli utenti intervistati tende a condividere news e storie via e-mail o social network. Negli USA la percentuale si incrementa
– fenomeno in evidente crescita é la diffusione per la fruizione delle informazioni attraverso smartphone e tablet. I telefoni connessi in rete rappresentano in media per il 30% degli utenti, lo strumento principale di acquisizione delle news.
In UK addirittura il 13% afferma che lo smartphone é il mezzo principale (e unico?) di news online. Il dato si innalza al 25% per gli utenti compresi nella fascia di età dei 25–34 anni. Gli ultra 55enni invece mostrano una scarsa propensione all’uso del telefono per la ricerca delle informazioni online.
– Gli utilizatori di tablet si dicono molto soddisfatti della esperienza di navigazione e per il 58% utilizzano questo device come preferito per la connessione alle notizie. Le app collegate alle grandi testate giornalistiche sono sempre piú diffuse e seguite, anche se non gratuite.

I nativi digitali, mostrano comportamenti specifici
I giovanissimi, piú che intessati alla ricerca di news prodotte da altri, sono concentrati nella  produzione di contenuti pubblicati attraverso i social network. La ricerca, svolta sempre piú  all’interno dei social che sui motori di ricerca, é basata sul desiderio di conoscere esperienze dei propri coetanei, vita vissuta dal gruppo di riferimento.   I giovani dunque sono piú interessati alla produzione delle news, piú che alla fruizione. Passano un tempo sempre piú lungo su internet rispetto a quello speso con  radio e televione, soprattutto perché in rete hanno occasione e spazio per esprimere la propria opinione.

Anche se l’Italia non é stata direttamente oggetto di ricerca, le tendenze saranno certamente molto simili, soprattutto perché  le modalità di utilizzo della rete si propagano viralmente in modo rapido proprio grazie alla dinamiche della rete stessa.

Le  considerazioni molto importanti da fare per le aziende che realizzano campagne di comunicazione online sono molte, ad esempio:
– mettere da parte l’atteggiamento di fornitore di informazioni senza offrire la possibilità del dialogo e  della condivisione di domande, proposte, ecc. I Clienti vogliono produrre contenuti, poter dire la loro e perché no anche proporre alle aziende soluzioni alternative o nuove. ESSENZIALE PER UN PIANO DI COMUNICAZIONE ONLINE DI SUCCESSO E’ CREARE CONDIVISIONE, ASCOLTO E ACCOGLIMENTO DELLA VOCE DEI CLIENTI
– creare contenuti che siano fruibili anche da smartphone e device con schermo ridotto e con connessioni mobili, con tutti i limiti di infrastuttura che la rete mobile in Italia ancora ha. PUBBLICAZIONI GRAFICAMENTE ACCURATE E SOSTENIBILI.
– call to action e viralità accentuate per assecondare la tendedenza alla condivisione dei contenuti piaciuti attraverso i social network COINVOLGIMENTO E VIRALITÀ  

Leggi la ricerca completa

Google+ Donatella Ardemagni

Pinterest il social network emozionale

Ecco come dagli esperti viene definito Pinterest e ineffetti la definizione é molto azzeccata, vediamo perché.

Il nome Pinterest nasce dall’unione di “pin” verbo inglese che significa evidenziare e “interest” da interesse. Nato recentemente, in Italia ha ancora poca diffusione, ma per alcune aziende é davvero da non sottovalutare.

Innanzi tutto, contrariamente a Facebook, gli I Like non sono necessariamente reciproci e soprattutto possono essere dati anche non a tutto l’account, ma anche solo a determinati argomenti trattati da un account.
Pinterest é il social network che invita a catalogare e ad essere molto ordinati.
Ogni utente ha infatti modo di catalogare i propri argomenti preferiti in dashboard in cui inserire sia propri contenuti, sia soprattutto contenuti visti e piaciuti in rete.
Pinnare, cioé inserire un argomento o un contributo, é molto semplice, grazie al bottone PinIt add-on dei principali browser come google chrome e Mozilla Firefox.

Quello che viene Pinnato sono soprattutto immagini, o pagine web dove peró sia presente almeno una immagine.
Proprio grazie alle immagini, belle, appassionate, ricche di significato Pinterest conquista cosí la nomea di social emozionale per eccellenza.

Come detto i numeri dei fan e degli ILike che si possono raccogliere in Italia non sono moltissimi, ma é anche interessante riflettere che per una azienda intrecciare un rapporto con i possibili clienti grazie al potere delle emozioni delle immagini creative é certamente piú efficace che farlo con mille parole.

Non per niente alcune aziende, sia retail che b2b, anche in Italia, hanno già iniziato a utilizzare Pinterest anche per organizzare concorsi e attività promozionali, basati proprio sul potere e sulle suggestioni create dalle immagini.

Pinterest diventa dunque alleato anche di quelle aziende che organizzano eventi emozionali e team building, come 2bsmart, che utilizzano le funzionalità di Pinterest e il potere delle immagini per creare progetti di incentivazione sfruttando la creatività dei partecipanti per fare squadra.

Infine Pinterest, grazie alla forte interattività e alla sua viralità é un valido alleato per qualsiasi progetto SEO e web marketing per il potenziamento della visibilità organica sui motori di ricerca.
Le immagini pinnate infatti possono essere descritte, grazie all’uso di keyword, e possono essere catalogate con tag, sempre presi dalla lista delle parole chiave scelte per il progetto SEO complessivo.

39Marketing, agenzia di web marketing di milano, progetta attività di web marketing anche attraverso Pinterest. Un esempio? Afolki berber rugs.
Contatti comunica@39marketing.it

Lettura consigliata Pinterest il potere delle immagini

Google+ Donatella Ardemagni

Come realizzare Landing Page

Landing Page per E-mail marketing e Landing Page per campagne AdWords

 

Sul canale SlideShare di 39Marketing abbiamo aggiunto questa presentazione che speriamo sia utile a coloro che vogliono capire cosa sia una Landing Page e come si realizzi

 

Buona visione!

Google+ Donatella Ardemagni

Le Google enhanced campaigns o campagne Google potenziate sono un utile passo avanti?

google_adwordsLe nuove campagne Google AdWords sono state potenziate e migliorate sostanzialmente perché offrono  alle aziende la possibilità di razionalizzare e ottimizzare le loro campagne ppc potendo pubblicare annunci pertinenti e tempestivi sulla base di parametri, come la posizione, l’ora del giorno e tipo di dispositivo da cui un utente esegue una ricerca. In sostanza Google vuole offrire agli utilizzatori di internet una esperienza di ricerca ancora più precisa in base al luogo, all’ora e allo strumento utilizzato (PC o smartphone/tablet) e di conseguenza modifica anche la possibilità di impostare e monitorare le campagne Adwords per gli inserzionisti.

Inoltre si aggiungono le possibilità di misurare nuovi tipi di conversione – come le chiamate a numeri tracciabili e i download delle app e confrontarle con i KPI tradizionali come numero di contatti, vendite e download.

Dal momento che Google ha in sostanza dichiarato che i tassi di conversione tra gli utenti desktop e gli utenti in mobile  sono ormai così paragonabili nei volumi, non aveva più senso mantenere le campagne separate.

E ‘ proprio così? Se le tendenze mondiali dicono che tra 2013 e 2014 le ricerche da mobile equivarranno in volume quelle da desktop, è certamente vero che:

–          In Italia i numero non sono ancora questi

–          Queste medie statistiche non distinguono il comportamento delle ricerche consumer da quelle business

I vantaggi teorici delle campagne google potenziate

Di sicuro sono una conquista per le imprese locali operanti nel consumer. Google ha sottolineato infatti con forza che i miglioramenti sono stati dedicati proprio all’esperienza delle ricerche locali soprattutto in modalità mobile.

Google dunque sta cercando di monetizzare meglio anche le inserzioni su rete mobile, meglio di quanto abbia finora fatto, semplificando di fatto la strutturazione delle campagne AdWords semplificando targeting e offerta per i diversi dispositivi mobili.

A seconda del dispositivo di un utente, l’ora del giorno o della posizione, un rivenditore o un ristoratore potrà veder pubblicato il proprio annuncio migliore tra i primi risultati fornendo una soluzione in tempo reale a chi sta facendo la ricerca…. Ma la tanto difesa privacy? Anche questo è un aspetto che Google deve affrontare e comunicare agli utenti come intende risolvere.

Gli inconvenienti delle campagne google potenziate

I dati diffusi dalle aziende che hanno fatto da testing delle nuove campagne AdWords potenziate sono unanimi nel confermare che il budget per la pubblicità deve aumentare del 3 % per ottenere gli stessi risultati di conversione, nella nuova modalità. Un motivo su tutti perché il CPC medio della rete mobile sarà presto equiparato al CPC della rete desktop. Più targettizzato, ma più costoso!

Inoltre, dato assai importante con l’introduzione delle campagne AdWords potenziate, verrà rimossa la  funzionalità di targeting, attualmente offerto da AdWords. Non si potrà più scegliere o escludere i dispositivi – desktop, smartphone, tablet – a livello di campagna.Tutte le parole chiave attiveranno gli annunci su tutti i dispositivi.

Una trappola insidiosa:

–          per i piccoli budget delle aziende B2B

–          per coloro che hanno sempre realizzato landing page differenziate per canale desktop e canale mobile

Infine, anche per il settore B2C, la mancata integrazione con i canali sociali continua ad essere una pesante lacuna, a favore del concorrente facebook sempre più convincente nella propria proposta di inserzioni PPC.

Tutti gli inserzionisti AdWords saranno in grado di aggiornare le loro campagne per sfruttare le funzioni avanzate dalla fine di febbraio. Google ha fissato la fine di giugno come il momento in cui tutte le campagne verranno aggiornate alle campagne potenziate.

L’annuncio è ancora fresco di stampa e Google ha promesso un lancio lento, abbiamo tempo per studiare esattamente cosa accadrà.

Però c’è già chi giustamente chiede a Google di lasciare agli inserzionisti la possibilità di scegliere se aderire o meno a questa novità e non doverla subire per forza.
Vi segnalo pertanto che esiste la possibilità di comunicare a Google che l’attuale sistema adwords perfettamente funzionante resti e ad esso vengano  affiancate le nuove funzionalità. Simile ad altre petizioni del recente passato, che hanno avuto successo, la comunità PPC si sta già muovendo avanti con un’altra petizione per quanto riguarda le campagne potenziate.

Potete trovare la petizione qui. Ci vogliono meno di 30 secondi.

39Marketing, agenzia di webmarketing di Milano. comunica@39marketing.it

Google+ Donatella Ardemagni

Misurare il ROI dei Social Media

ImbutoUna delle ragioni per cui misurare il ROI di una presenza sui social network è una sfida è dovuta al fatto che spesso gli addetti marketing hanno voluto ridefinire le metriche utilizzate per misurare i social media, come se generassero eventi diversi da ciò che nasce dalle campagne offline. Termini come Menzioni e Retweets sono simili a citazioni, pubblicazioni, segnalazioni di storie di successo che venivano misurate nelle campagne offline.

Perchè le aziende hanno deciso che i social media sono speciali, e devono quindi essere misurati in modo speciale?

La gente ha giocato con il concetto di ROI in ambito social media, inventando parametri e valori che poco hanno a che fare con le vendite.

Si parla di rendimento dell’influenza social, coinvolgimento e ritorno sulla conversazione. Tutto questo non ha alcuna rilevanza con il tradizionale concetto di ROI che era e deve rimanere un ritorno economico. Quindi anche la misura del successo della presenza di una azienda sui social media ha valore solo se si rapporta alle dimensioni di vendita, fidelizzazione o allargamento del mercato.

Un esempio di calcolo del ROI che funziona ed ha un valore effettivo anche per i social media? Valutare un media rapportando il budget ad esso destinato con i click che esso genera e il traffico effettivo sul sito web inviato. Questo è un dato che ha senso in un bilancio, è inutile rincorrere valutazioni filosofiche, perchè si finisce solo per perdere credibilità nei confronti di chi l’azienda la deve leggere in termini economici (il cosa si è ottenuto) e non i modo con cui si sono realizzati i risultati.ROI

I valori per valutare il ROI di un piano di social media marketing

Il primo passo dunque è non usare mai metriche inventate ex novo, mai parlare in termini di fan, follower, Like e retweet, ma misurare i risultati dei canali di marketing in termini di opportunità commerciali, anche per le campagne di puro brand awareness.

Ad esempio, se ci si concentra su campagne pubblicitarie online pay-per-click, si dovrebbe valutare il costo per impression, il costo per click e, talvolta, il costo per conversione. Se ci si applica a campagne di pubbliche relazioni online si dovrebbe valutare il costo per impression, il numero di pubblicazioni e il numero di citazioni e rilanci, per comprendere la diffusione reale di una comunicazione e redarre la buona rassegna stampa che già si faceva per l’offline.

In pratica ciò che ha senso misurare ad oggi è quanto si spende per generare i contenuti e fare in modo che vengano diffusi, fino a valutare le azioni commerciali che essi generano. Questo dà il vero ROI di una campagna di comunicazione online sui social media, questo offre una situazione statistica che tutti i responsabili di una azienda sono capaci di comprendere e valutare.

Volume delle vendite, ricavi e costi sono i parametri per valutare un piano commerciale aziendale, anche i risultati di un piano media online devono convergere verso questi tre elementi, e collegarsi allo schema dell’imbuto: prospect, lead, customer.
Solo collegando queste cose si potranno allineare aspettative dei responsabili marketing con quelle dei responsabili d’azienda.

I risultati dei social media sono parte del piano complessivo di lead generation aziendale

Anche se si può generare un contatto commerciale interamente grazie ai contenuti pubblicati sui canali sociali, è ancora molto probabile che i contatti derivati dai social media debbano essere profilati e stimolati anche da altre attività marketing, ad esempio  utilizzano l’email marketing. Mai essere integralisti, ma cercare di far collaborare al massimo tutti gli strumenti a disposizione per trasformare un contatto in una vendita; mai pensare in termini di silos, ma guardare sempre ai social media come a una parte dell’attività marketing complessiva.

Cosa ne pensate? avete già messo a punto le metriche per valutare il ROI delle attività sui social media? Contattate 39Marketing, agenzia di web marketing di Milano per ricevere la dashboard per analizzare i risultati online: comunica@39marketing.it

Google+ Donatella Ardemagni

I social network migliorano le vendite?

incrementare le vendite onlineQuesto post è il frutto combinato dell’esperienza diretta fatta con i clienti seguiti da 39Marketing, e delle solide basi di una ricerca svolta nel 2012 negli Stati Uniti su un panel di aziende b2b e b2c, mi riferisco a questo link socialmediaexaminer 

Le aziende b2b nel 2012 hanno speso una fetta di budget marketing più significativa, rispetto agli anni precedenti, ma come purtroppo spesso accade se si agisce per “moda” o se non si conoscono esattamente le caratteristiche di uno strumento i soldi non bastano per ottenere il meglio.

I Social network in particolare necessitano, più che di investimenti economici, investimenti in termine di tempo dedicato, sapendo già fin dal’inizio che i risultati non potranno essere immediati, ma saranno costruiti giorno per giorno attraverso il dialogo e l’interazione con i follower e gli interessati.

Ci vuole tempo infatti per sviluppare relazioni che portino a vendite online o offline e le aziende che stanno ottenendo oggi i migliori risultati sono proprio quelle  che hanno iniziato ad essere presenti su Facebook, LinkedIn, wordpress o blogger da almeno 3 anni e ora iniziano a raccogliere evidenti vantaggi in termini di miglioramento delle vendite. Esempi? millecadcam e eventiaziendali

La relazione tra social network, corporate blog e incremento delle vendite, solitamente è riconosciuto maggiormente dalle aziende medio piccole. E anche questo dato ha una spiegazione: sono proprio le piccole realtà che riescono a percepire meglio le reazioni delle clientela o dei nuovi contatti e la provenienza. Per sensibilità, per il concentramento su poche persone della gestione dei nuovi contatti e talvolta per la migliore sensibilità nel configurare sistemi di tracking e monitoraggio le PMI sono in grado di comprendere meglio e prima i vantaggi di una strategia di comunicazione online sui social media.

Il dato che però rimane più preoccupante è la sensibilità ancora troppo bassa in numerosi addetti marketing dell’importanza di dedicare tempo all’alimentazione dei social network, con contenuti corretti, originali e interessanti. Tempo che viene addirittura considerato come un aggravio troppo oneroso del proprio lavoro. Questo diventa  davvero un problema se la comunicazione online viene realizzata a “singhiozzo” a addirittura lasciata da parte per troppo tempo.

Molte aziende per risolvere questo dilemma tempo/attività marketing/gestione social network, hanno scelto di delegare all’esterno la redazione dei contenuti da pubblicare online, tenendo all’interno  la generazione delle idee da sviluppare e il controllo degli obiettivi e delle statistiche per la valutazione del ROI di una campagna di comunicazione online.

39Marketing, agenzia di web marketing e content curation di Milano, realizza progetti di web copywriting e social media community management. Contattaci: comunica@39marketing.it

Google+ Donatella Ardemagni

Content Curation 2013 ovvero testi per internet ottimizzati SEO

Oggi il titolo del post è un pò complesso ma è ricco di termini che in questo 2013 saranno fondamentali per il marketing digitale e faranno la differenza tra un progetto di comunicazione online di successo e uno insoddisfacente.

Ogni giorno si moltiplicano gli interventi da parte di blogger attivi in ogni parte del mondo che raccontano di quanto il successo sui social network si ottenga solo quando si pubblicano contenuti informativi interessanti, scritti in un linguaggio semplice da leggere (soprattutto a video), e dunque formattati anche in modo corretto.

Le persone e le aziende stanno pubblicando e condividendo informazioni in rete e sulle piattaforme social in modo esponenziale. Una indagine, per fare un esempio, dice che su Facebook in media per ogni account vengono pubblicati  90 post ogni mese, moltiplicato per il milione di utenti registrati nel mondo in Facebook, non è sorprendente che i dati o contenuti su Internet si misurino in exabyte, o miliardi di gigabyte.

In poche parole, stiamo vivendo un’epoca di abbondanza di contenuti interessanti o ben scritti che siano. La sfida per chi si occupa di redazione di contenuti è allora molto ardua, si tratta di saper offrire, attraverso la scittura ottimizzata e le tecniche SEO, un valore elevato percepibile da chiunque cerchi contenuti di qualità.

L’equazione è la seguente: data la massa di informazioni presenti in rete, trovare i contenuti desiderati necessita di sempre maggior tempo, dunque una volta che un lettore trova un fonte autorevole di contenuti difficilmente la abbandonerà. Dunque l’obiettivo per ogni azienda è acquisire una propria visibilità come fonte autorevole nel proprio settore e raccogliere attorno a sè attenzione e concentrazione.

Un esempio? il blog di 2bSMART dedicato allorganizzazione eventi e team building. Un mix di proposte di progetti di incentivazione e di teoria di motivaziobe di gruppi di lavoro che raccoglie attorno a se decine di lettori che seguono con continuità i post pubblicati periodicamente.

39Marketing, agenzia di web marketing e content curation di Milano collabora con numerose aziende per la redazione di contenuti ottimizzati per la massima visibilità in rete. comunica@39marketing.it.

Google+ Donatella Ardemagni

Native Advertising un’altra forma di web copywriting

native_advertisingNative Advertising, sempre più spesso se ne parla e la curiosità sale… cosa sarà questa nuova comunicazione promozionale?????

Tranquilli, niente di eccezionalmente stravolgente, solo un nuovo modo di nominare ciò a cui, chi da tempo fa content curation, è già abituato!

Un modo di fare pubblicità ai prodotti e ai servizi basata sulla offerta di informazioni utili più che su slogan ed erogata non con banner o annunci grafici o testuali, bensì con contenuti inseriti all’interno di mezzi di informazione. Insomma un modo molto simile a quanto già accade con l’article marketing.

Definizione di Native Advertising

Si tratta di un contenuto sponsorizzato progettato per apparire integrato ad un contenuto di una pubblicazione (sito, blog, social), adottando lo stesso look and feel dell’ambiente in cui viene inserito con lo scopo di offrire un significato aggiuntivo o informazioni al di là della portata di un semplice messaggio pubblicitario. Naturalmente i contenuti di Native Advertising sono progettati per essere visualizzati bene sia su Web che su rete mobile con gli smartphone.

I contenuti della Native Advertising possono essere diversi: Contenuti Brand, video tutorial, promozioni a pagamento  brevi contenuti per essere ospitati sui social media come Twitter e Facebook.

Considerazioni sulle Native Advertising

1)      Certamente un testo di contenuto rispetto ad un banner pubblicitario dovrebbe offrire una esperienza di informazione e navigazione migliore agli utilizzatori di Internet. La pubblicità online tradizionale è infatti già in crisi e la Native Advertising può essere la giusta evoluzione.

2)      Contenuti utili, per quanto promozionali, sono la risposta ai nuovi sviluppi dei motori di ricerca che organizzano e premiano informazioni, novità e valore nei contenuti pubblicati per offrire buone indicizzazioni.

3)      Bisogna tuttavia evitare di cadere nelle tecniche dei peggiori publiredazionali o advertorial della tradizione offline. Come nella content curation e nel web copywriting di un sito o di una landing page, collegata ad una campagna Adwords o e-mail marketing, è necessario offrire qualità. Non bisogna mai rischiare di apparire ingannevoli o superficiali, ma pensare sempre ad erogare valore aggiunto utile a chi legge. Sempre mettersi nei panni del lettore.

Necessità per realizzare buone attività di Native Advertising

1)      Tempo per la negoziazione degli spazi sui singoli siti. Certamente non si possono più acquistare slot con le logiche di quantità prima usati nei media plan online (basati su impression, rotation, tempo o click), bensì è necessario inserirsi in modo perfetto all’interno dei calendari editoriali dei media online.

2)      Competenza nella redazione ottimizzata dei contenuti del contributo delle Native Advertising, per apparire assolutamente integrati con il contenitore che ospiterà il pezzo

3)      Personalizzazione di contenuti simili per media diversi e dunque ulteriori investimento di tempo e di tecniche di web copywriting per progettare i pezzi dedicati a siti differenti.

4)      Come sempre efficaci strumenti di tracciamento dei link perché se creare contenuti diversi per siti diversi comporta tempo, per ottimizzare il lavoro è fondamentale conoscere quali sono le fonti che funzionano meglio!

39Marketing, agenzia di web marketing di Milano, realizza attività di web copywriting e redazione di contenuti ottimizzati. Contatta 39Marketing: comunica@39marketing.it

Google+ Donatella Ardemagni